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Moda, Mediobanca: ricavi in crescita, più redditizie le quotate

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Milano, 13 feb. (askanews) - Tra le aziende del settore moda, sono quelle quotate Borsa e con la quota di maggioranza in capo a una famiglia a garantire le migliori performance in termini di reddittività ed esportazione. E' quanto emerge dal rapporto realizzato dall'Area Studi di Mediobanca sul settore moda italiano che ha archiviato il 2018 facendo registrare un giro d'affari totale di 71,7 miliardi di euro, in aumento del 3,4% sul 2017 e del 22,5% sul 2014. Un trend di crescita che ha fatto segnare un'impennata nel 2015 (+9,4%) per poi rallentare negli anni successivi ma senza mai scendere al di sotto del +3,4% annuo. Nell'ultimo quinquennio il settore moda ha viaggiato a una velocità quasi doppia dell'economia italiana, aumentando il proprio impatto sul Pil (salito all'1,2% del totale nel 2018 rispetto all'1,1% registrato nel 2014).

Tra i comparti spicca l'abbigliamento, che da solo determina il 42,6% dei ricavi aggregati, seguito dalla pelletteria (23,1%) e dall'occhialeria (15,6%). Quanto alla crescita media annua delle vendite nel 2014-2018, vola la gioielleria (+10,9%) seguita dal comparto pelli, cuoio e calzature (+6,2%), dal tessile (+5,7%), dalla distribuzione (+4,9%), dall'abbigliamento (+4,5%) e dall'occhialeria (+3,7%).

Un settore con forte propensione all'export (il 72,2% del fatturato complessivo proviene dai mercati esteri) e in grado di attirare investimenti stranieri: delle 173 aziende prese in esame dall'Area Studi di Mediobanca, sono 70 quelle con proprietà straniera che hanno un peso sempre maggiore sul fatturato complessivo del settore (il 37,4% nel 2018, contro il 23,9% registrato nel 2014). Rispetto agli stranieri, però, i gruppi a controllo italiano risultano migliori in termini di redditività: il loro ebit margin generale risulta pari al 9,3%, percentuale che però sale al 13,4% per le aziende italiane controllate da una famiglia ma anche quotate in Borsa. Le 15 società italiane quotate generano il 29% del fatturato del settore moda e fanno registrare un ebit margin medio dell'11,7%, dunque molto di più del 6,9% delle non quotate. Dimostrazione, questa, di come l'apertura ai mercati borsistici possa dare grande impulso in termini di redditività e di proiezione internazionale.

La moda si conferma dunque un settore solido (l'incidenza del debito finanziario sul capitale netto risulta mediamente pari al 34% nel 2018), dotato di forte liquidità (il rapporto tra disponibilità e debiti finanziari è pari al 79,4%) e capace di creare sempre più posti di lavoro. Nel 2018 i nuovi addetti sono stati 45.300 nuovi addetti, in crescita dell'1,7% sul 2017 e del 14,1% sul 2014, per una forza lavoro complessiva di 366 mila unità.