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Modica chiede all’UE di difendere il suo cioccolato

Quello di Modica è un cioccolato quasi unico, sicuramente molto particolare, visto che è il più famoso cioccolato non concato prodotto al mondo.
Quello di Modica è un cioccolato quasi unico, sicuramente molto particolare, visto che è il più famoso cioccolato non concato prodotto al mondo.

Il cioccolato come prodotto tipico. Certo, a leggerla così fa un po’ sorridere, pensando a come il cacao non sia certo un prodotto tipicamente italiano, anzi. Eppure il cioccolato di Modica è fortemente legato alla tradizione siciliana e ora il Consorzio Cioccolato di Modica è a un passo dall’ottenere il riconoscimento d’Indicazione Geografica Protetta (IGP).

La proposta è al vaglio dell’Unione Europea e da Modica sono diversi gli appelli affinché l’Europa difenda una tradizione ormai secolare. “I prodotti tipici italiani vanno raccontati bene, nella loro storia, nelle loro tradizioni. Il nostro cioccolato è molto amato, ma la sua lunghissima storia molto spesso è ignorata” ha detto, infatti, Antonino Scivoletto, il Direttore del Consorzio Cioccolato di Modica.

Perché quello di Modica è un cioccolato quasi unico, sicuramente molto particolare, visto che è il più famoso cioccolato non concato prodotto al mondo, che condivide il metodo quasi arcaico di produzione solo con alcune aziende spagnole e con il Centro America dove è nato. La produzione, infatti, prevede che le fave di cacao vadano prima tostate e poi passate su uno spianatoio di pietra lavica, alimentato a fuoco vivo in modo da mantenere la temperatura della superficie. Poi si aggiunge lo zucchero con una percentuale massima del 50%, ma solitamente più bassa, con la fusione tra zucchero e cacao che non deve mai essere completa.

“La ricerca storico-archivistica che abbiamo condotto per dimostrare il legame storico tra territorio e prodotto e che ha ci ha fornito una data di nascita certa per il nostro prodotto, ovvero il 1747, è potuta esistere proprio grazie al grande archivio e alla collezione di documenti della famiglia Grimaldi”, ricorda il Presidente del Consorzio a La Repubblica. E se arriverà il riconoscimento europeo il Consorzio sta pensando alla produzione di un cioccolato che si rifaccia proprio ai primi esperimenti del 1747.

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