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Monte Paschi di Siena (MPS): nasce la bad bank

Fabio Carbone

Monte dei Paschi di Siena spa (MPS) cede una parte dei suoi crediti deteriorati a una bed bank e si libera così di una zavorra che ha come effetto il miglioramento qualitativo della banca nel contesto nazionale ed europeo.

Ad annunciare l’operazione MPS con un comunicato stampa nel quale rende noto che MPS con AMCO (Asset Management Company spa) hanno concordato un progetto di scissione parziale non proporzionale con opzione asimmetrica di un compendio composto da crediti deteriorati (Npe) e da attività fiscali (Dta) ed altre attività, ma anche debito finanziario e altre passività e patrimonio netto (Compendio).

AMCO è detenuta al 10%% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, mentre Monte dei Paschi di Siena è detenuta al 68,247% dal Mef.

I crediti deteriorati e le altre passività della banca più antica del mondo vengono quindi accolti nella “pancia” di una società di gestione di asset completamente gestita dallo Stato italiano che si fa carico delle passività in prima persona.

Progetto subordinato alla Bce

Che il progetto vada in porto non è automatico, si dovranno verificare alcune condizioni, tra cui la positiva valutazione da parte della Banca centrale europea (Bce) del progetto medesimo. Alla Bce il compito di analizzare gli impatti e la sostenibilità patrimoniale dell’operazione per Monte Paschi di Siena (MPS).

I benefici del piano per Mps

Monte dei Paschi di Siena elenca quelli che saranno i benefici per la banca se il progetto di de-risking dovesse essere approvato dalla Banca centrale europea.

  • un avanzamento nel piano di de-risking: Gross NPE dal 12,4% al 4,3% e Texas ratio da circa 86% a
  • 43% (pro-forma su dati al 31 dicembre 2019);
  • una riduzione di alcuni ratio patrimoniali: CET1 Phase-in dal 14,7% al 13,3%; CET1 Fully Loaded dal
  • 12,7% all’11,1 % (proforma su dati al 31 dicembre 2019);
  • un recupero di redditività grazie al minor costo del credito e al miglioramento del costo del funding.

I benefici per AMCO

L’operazione dovrebbe comportare dei benefici anche per la società di gestione asset detenuta al 100 dal Mef.

Secondo il piano presentato da Monte dei Paschi AMCO beneficerà di:

  • la prosecuzione nel percorso di crescita, raggiungendo Euro 33,4 mld di Asset under Management adjusted a giugno 20201, distribuiti su tutto il territorio nazionale;
  • il consolidamento della leadership nel comparto degli UTP (inadempienze probabili) in Italia, con una gestione volta alla sostenibilità dell’impresa.

L’emissione di azioni

Con l’operazione le due società daranno vita a una emissione di azioni che saranno oggetto di successivo annullamento.

Nello specifico “AMCO emetterà nuove azioni con un rapporto di cambio pari a n. 0,4000 azioni di AMCO di nuova emissione per ogni azione di MPS che sarà oggetto di annullamento (il ”Rapporto di Cambio”)”. Tali azioni non avranno diritto di voto e non saranno negoziate sui mercati regolamentati o su sistemi multilaterali di negoziazione.

Le Azioni B AMCO di nuova emissione saranno assegnate ai soci di MPS e le corrispondenti azioni MPS saranno annullate in capo agli stessi in misura non proporzionale (circa il 90% all’Azionista di Maggioranza e circa il 10% agli altri azionisti).

Dall’operazione il Mef ne uscirà con una assegnazione di 0,0638 azioni N AMCO per ogni azione MPS e saranno annullate numero 0,1595 azioni MPS per ogni azione MPS posseduta.

Ed ancora, a ciascuno dei Soci di Minoranza MPS saranno assegnate n. 0,0152 Azioni B AMCO per ogni azione MPS posseduta e saranno annullate n. 0,0380 azioni MPS per ogni azione MPS posseduta.

This article was originally posted on FX Empire

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