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Montréal, apre la COP15 sulla biodiversità. Guterres: "Serve un patto di pace con la natura"

È iniziata mercoledi a Montréal, in Canada, la COP15, la 15esima Conferenza delle Nazioni Unite dedicata alla biodiversità.

Fino al 19 dicembre, i governi di 196 Paesi e le organizzazioni regionali di tutto il mondo - che fanno parte della Convenzione Onu sulla biodiversità, firmata a Rio nel 1992 e in vigore dal 1993 - cercheranno di concordare una serie di nuovi obiettivi, da qui al 2030, per la tutela di ambiente, animali e vegetali. E per combattere contro la perdita di "spazi vitali".

Guterres: "Serve un patto di pace con la natura"

Il Segretario Generale dell'Onu, António Guterres, ha chiesto un "patto di pace con la natura" con "obiettivi quantificati e mirati che affrontino le cause profonde di questa distruzione e meccanismi efficaci di responsabilità".

Nella sessione di apertura del vertice, Guterres ha affermato che "la scienza ha già dimostrato abbastanza per farci capire che sconfiggere il cambiamento climatico è possibile solo se, allo stesso tempo, siamo in grado di invertire la perdita di biodiversità".
Guterres ha altresì avvertito che "la guerra dell'umanità contro la natura è in definitiva una guerra contro noi stessi".

"Abbiamo bisogno di un patto di pace con la natura".

"Abbiamo bisogno che i governi sviluppino piani d'azione nazionali ambiziosi che proteggano e preservino i nostri doni naturali e mettano il nostro pianeta sulla via della guarigione. Abbiamo bisogno che le imprese e gli investitori mettano la protezione dell'ambiente al primo posto nei loro business plan e investano in metodi di produzione ed estrazione sostenibili in tutti i passaggi delle loro catene di approvvigionamento. E abbiamo bisogno di un notevole passo avanti nell'azione per il clima".

Il Commissario europeo Sinkevičius: "Serve un Accordo di Parigi per la natura"

Sul tema, interviene il Commissario europeo per l'Ambiente, il lituano Virginijus Sinkevičius, intervistato da Euronews.

"Abbiamo bisogno di un accordo. Ma deve essere ambizioso. Quindi deve avere l'obiettivo 30by30, che penso possa essere uno slogan utile come quello del grado e mezzo di temperatura. Abbiamo bisogno di un vero e proprio "Accordo di Parigi per la natura"... Abbiamo già concordato la protezione del 30% dei territori e il 30% dei mari da parte di ciascun Stato. E ancora non sarà sufficiente. Inoltre, dobbiamo garantire che almeno il 20% degli sforzi per il ripristino della natura sia realizzato entro il 2030 ed entro il 2040".

Euronews
Virginijus Sinkevičius intervistato a "The Global Conversation", trasmissione di Euronews. - Euronews

Proteste e accuse

Il primo giorno della COP15, è iniziato in modo problematico: le proteste degli indigeni hanno interrotto il discorso di apertura del primo ministro canadese Justin Trudeau, definito un "colonizzatore".

Ma non solo: anche manifestazioni di protesta per le strade di Montréal.

Graham Hughes/Copyrighted
"Blocchiamo la COP15". (Montréal, 7.12.2022) - Graham Hughes/Copyrighted

L'organizzazione ambientalista Greenpeace, infine, ha accusato l'Unione europea di “spingere” per abbassare gli obiettivi di questa Cop15.

"L'Ue sta spingendo per un linguaggio che si concentri sull'efficacia gestionale nelle nuove aree protette", ha avvertito Greenpeace, aggiungendo che tale formulazione presuppone che "sotto l'obiettivo 30by30, l'impatto delle attività estrattive sarebbe valutato in un'area protetta, invece di proteggere l'area da queste attività distruttive".