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Moody's boccia l'Italia: crescita PIl sotto le previsioni

E-investimenti.com
 

La Brexit produce una prevedibile conseguenza: la flessione delle stime di Pil delle principali economie europee.

Brutte notizie, ma non certo totalmente inattese, per le previsioni di crescita dell'economia italiana da parte di Moody's. L'agenzia di rating ha infatti rivisto al ribasso le stime di crescita sul prodotto interno lordo italiano (e contestualmente quelle delle grandi economie europee) sulla base delle aleatorie e incerte conseguenze determinate dal post referendum Brexit. Ne è conseguito che, nell'ambito del totale aggiornamento del suo Global Macro Outlook, l'economia italiana dovrebbe crescere di 1 solo punto percentuale quest'anno e di 0,9 punti percentuali nel 2017, contro precedenti previsioni (risalenti a due mesi fa) di una crescita del Pil di 1,2 punti percentuali sia nel 2016 che nel 2017.

A subire le maggiori conseguenze delle sforbicitate di Moody's è comunque stato il Regno Unito, con una stima di crescita del Pil che passa dalla precedente stima di + 1,8 punti percentuali nel 2016 a + 1,5 punti percentuali e da + 2,1 punti percentuali per il 2017 a + 1,2 punti percentuali. Dunque, un passo indietro di 0,3 punti percentuali per l'anno in corso, che sarà solo parzialmente interessato dalle conseguenze della Brexit, e di ben 0,9 punti percentuali per il prossimo 2017, quando gli effetti della Brexit dovrebbero dipanarsi con maggiore chiarezza.

Per quanto riguarda le altre principali economie del vecchio Continente, la Germania è vista retrocedere da 1,7 per cento a 1,6 per cento nel 2016 e da 1,5 per cento a 1,4 per cento nel 2014. In Francia la crescita del Pil stimata rimane invece invariata per il 2016 a + 1,3 punti percentuali, mentre nel 2017 si passerà da 1,3 punti percentuali a 1,2 punti percentuali. Per la Spagna le attese sono invariate per l'anno in corso (+ 2,9 per cento) mentre la stima per il 2017 passa dal 2,4 per cento al 2 per cento. Infine, per l'intera Eurozona, le previsioni scendono a + 1,5 per cento nel 2016, rispetto al precedente + 1,6 per cento, e a + 1,3 per cento nel 2017, rispetto al precedente + 1,6 per cento.

Autore: E-investimenti.com Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online