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Morbillo, i casi sono aumentati dell'80%: l'allarme dell'Oms

Morbillo Oms
Morbillo Oms

Oltre 17mila casi nei primi mesi due mesi del 2022 e un aumento di circa l’80% di casi morbillo di rispetto allo stesso periodo del 2021. Questo l’allarme che è stato lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e riportato in una nota congiunta con l’Unicef. “Il morbillo è più di una malattia pericolosa e potenzialmente letale”, sono state le parole del direttore generale dell’UNICEF Catherine Russell.

Morbillo, l’Oms mette in guardia: Il motivo dell’incremento dei casi

Unicef e Oms hanno spiegato nel comunicato quelli che sono i principali fattori che hanno influito su un tale aumento dei casi:

“Le interruzioni legate alla pandemia, le crescenti disuguaglianze nell’accesso ai vaccini e il dirottamento delle risorse dalle vaccinazioni di routine stanno lasciando troppi bambini senza protezione contro il morbillo e altre malattie prevenibili con i vaccini. Il rischio di grandi epidemie è aumentato man mano che le comunità hanno allentato le pratiche di distanziamento sociale e altre misure di prevenzione contro il COVID-19 attuate durante la fase più acuta della pandemia”. 

Oms e Unicef: “23 milioni di bambini hanno saltato le vaccinazioni di routine nel 2020”

Infine c’è un altro dato particolarmente preoccupante che dovrebbe fare riflettere: nel 2020 sono stati circa 23 milioni i bambini che non hanno effettuato le vaccinazioni di base. Si tratta nello specifico del dato più alto rispetto al 2009. Da aprile 2022 sono stati 21 i focolai di morbillo registrati negli ultimi 12 mesi. Le regioni più colpite sono state l’Africa e il Mediterraneo orientale.

Sono cinque invece i Paesi su scala globale considerati i più colpiti: si tratta nello specifico di Somalia, Yemen, Nigeria, Afghanistan ed Etiopia. “L’insufficiente copertura vaccinale contro il morbillo è la ragione principale dei focolai, ovunque essi si verifichino”, si legge infine nella nota.

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