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Morte Soleimani, Trump minaccia di colpire anche siti culturali Iran. Teheran: 'cancelleremo Israele'

Laura Naka Antonelli

Donald Trump minaccia Teheran di "grande ritorsione", nel caso in cui l'Iran dovesse decidere di vendicare la morte del generale Qassem Soleimani, ordinata dallo stesso presidente americano.

Trump, ha detto lui stesso, non avrebbe remore a colpire anche i siti culturali del paese.

Così ai giornalisti: "Si permettono di uccidere la nostra gente. Si permettono di torturare il nostro popolo. Si permettono di usare bombe per far saltare in aria la nostra gente. E a noi non è permesso toccare i loro siti culturali? Così non va".

Il presidente Usa aveva già detto di aver individuato 52 siti iraniani che potrebbero essere colpiti dalle forze americane: 52 come il numero degli ostaggi americani presi da Teheran 40 anni fa.

Nelle ultime ore, il Parlamento iracheno ha chiesto però al governo di Baghdad di cacciare i militari Usa dall'Iraq. Allo stesso tempo, le minacce da Teheran non sono mancate.

In particolare Mohsen Rezai, ex capo delle Guardie della rivoluzione, al momento segretario del Consiglio preposto alla mediazione tra le diverse istituzioni dello Stato, ha tuonato:

"Se gli Stati Uniti dovessero orchestrare un ulteriore attacco a seguito della ritorsione iraniana, provocata dall'uccisione del generale Soleimani, Teheran "cancellerà Israele dalle carte geografiche".

Dal canto suo, il ministro iraniano della Difesa Amir Hatami, ha chiesto a tutti i paesi del mondo "di prendere una posizione appropriata contro le azioni terroristiche degli Usa, se vogliono evitare che si ripetano atti odiosi e senza precedenti come l'uccisione del generale".