Morti sul lavoro: secondo l'Osservatorio indipendente l'INAIL sottostima i dati

Secondo l'INAIL, le morti sul lavoro stanno diminuendo in Italia anno dopo anno. Ma Carlo Soricelli, che ha creato l'Osservatorio Indipendente Morti sul Lavoro, è di parere nettamente diverso e accusa l'ente assicurativo di sottostimare i dati almeno del 20%. Questo perché prende in considerazione solo i propri assicurati e non anche le altre categorie, come agricoltori pensionati, militari, forze dell'ordine, pendolari e coloro che perdono la vita durante il tragitto, spesso lungo, tra la propria casa e il posto di lavoro. A giudizio dell'Osservatorio, i morti sul lavoro, sono aumentati dell'11% rispetto al 2011 e infatti il direttore regionale dell'INAIL pugliese ammette che il dato assoluto del calo dei decessi va letto in relazione alla forte diminuzione della forza lavoro. Per far parlare le cifre, comunque impressionanti, l'INAIL dice che nel 2011 ci sono stati 930 morti sul lavoro, con un calo del 4,4 % rispetto all'anno precedente, mentre secondo l'Osservatorio i decessi nel 2011 sono stati 1170.
Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico di Firenze che da anni si batte contro questa sciagura, ha scritto nel 2009 una petizione alla Commissione Europea sulla conformità del recepimento in Italia della direttiva europea 89/391/CEE, sulla salute e la sicurezza dei lavoratori. E ha ottenuto risposta lo scorso 13 ottobre, con un lettera in cui si legge che "il processo di costituzione in mora è stato approvato dalla Commissione il 29 Settembre scorso" e "la lettera di costituzione in mora è stata inviata alla Repubblica Italiana il 30 settembre 2011". I punti di rilievo del procedimento europeo sono diversi e tra essi citiamo: la deresponsabilizzazione del datore di lavoro in caso di delega e subdelega, la posticipazione dell'obbligo di valutazione del rischio di stress dovuto al lavoro, la proroga delle tempistiche per redarre il documento sulla valutazione dei rischi di una nuova impresa o per le modifiche sostanziali apportate dentro imprese esistenti. Bruxelles sta ora esaminando la relazione con cui l'Italia ha risposto a questo procedimento.
Resta lo scarto, consistente, tra i dati dell'INAIL, che difende le proprie stime come scientificamente attendibili e statisticamente corrette, e quelli dell'Osservatorio. Dati che comunque, molto probabilmente, sottostimano in entrambi i casi tutti quei decessi che colpiscono i lavoratori in nero, italiani ed extracomunitari. Una tipologia di lavoratori destinata verosimilmente ad aumentare, in questi tempi di crisi.