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Moscovici: riforma Mes rafforza unione, non è contro l'Italia

Fgl

Roma, 21 nov. (askanews) - La riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità "prevede che possa facilitare il dialogo fra governo coinvolto e investitori su base volontaria, informale, non vincolante, temporanea e riservata. Non è una rivoluzione. Non è una questione di fiducia o sfiducia verso l'Italia". Lo afferma il commissario europeo uscente agli Affari Economici, Pierre Moscovici, in un'intervista al Corriere della Sera.

"Quella riforma è parte di un pacchetto di misure per rafforzare l'unione monetaria in caso di choc - dice - A giugno ci fu un accordo per consolidare l'unione bancaria con il cosiddetto backstop, la rete di sicurezza del fondo di risoluzione delle banche. Serve se un Paese non riesce a far fronte da solo a una crisi dei suoi istituti, e fa parte del Mes. È il pacchetto da adottare al vertice dei leader dell'area euro in dicembre. Poi partono le ratifiche nazionali. Noi alla Commissione abbiamo proposto anche di integrare il Mes nelle istituzioni comunitarie".

"Il coinvolgimento del settore privato non è una novità - sottolinea Moscovici - il Trattato Mes lo prevede già dal 2012 ed è simile alle pratiche del Fondo monetario internazionale. Può avvenire solo in casi eccezionali".

"Nel negoziato alcuni volevano condizionare l'aiuto del Mes alla ristrutturazione del debito pubblico. Questo è stato evitato grazie alla resistenza della Commissione e di numerosi Paesi, fra cui l'Italia" aggiunge.

Per quanto riguarda poi la necessità di cambiare le regole del Patto di stabilità, Moscovici afferma: "Ne sono convinto. Non ho mai pensato che quello delle sanzioni fosse un approccio intelligente. Le regole vanno cambiate, ma non nel senso ordoliberale che vorrebbe qualcuno a Berlino. Abbiamo bisogno di regole più semplici, meno prone ad accentuare i cicli economici verso l'alto e il basso, più leggibili, più capaci di sostenere la crescita. Ci vuole una sola priorità: la riduzione del debito. Poi nel caso dell'Italia c'è un secondo obiettivo: migliorare la produttività. Non si può accettare che cresca un punto meno dell'area euro".