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La mossa dell'Ungheria che fa infuriare Ue e Usa

Angela Iannone

L'Ungheria cambia faccia. Dopo una recente votazione parlamentare che ha permesso la modifica della Costituzione, da oggi il Paese, governato dal premier nazional-populista Viktor Orban, pone fine ad una serie di leggi democratiche e liberali. Mandando su tutte le furie l'Unione Europea ed il governo degli Stati Uniti d'America.

Il fatto: ieri, 11 marzo 2013, Lo Orszaghàz, il Parlamento di Budapest ha approvato - con 265 sì, 11 no e 33 astensioni - alcune pesanti modifiche alla Costituzione imposte dal Fidesz, il partito di Orban, in barba a tutti i moniti giunti dal Parlamento europeo e dai vertici del governo statunitense.
I media internazionali lo hanno definito "un golpe bianco", per i numerosi limiti imposti alla democrazia ungherese. Tra questi: ulteriori limiti alla Corte costituzionale, università sotto controllo governativo, la famiglia riconosciuta solo come frutto del matrimonio fra uomo e donna, reato di vagabondaggio dei senzatetto. Considerate come illegali anche molte pubblicità politiche, limitando ulteriormente la libertà di espressione, specie se ferirà la "dignità della nazione ungherese".
Vietati inoltre dibattiti elettorali su radio e tv private, mentre il vecchio partito comunista - da cui è nato il Partito socialista ungherese - è stato definito organizzazione criminale, favorendo i processi politici contro gli oppositori del regime.

Allarmata Bruxelles che dal 2010, anno in cui Orban ha vinto in maniera schiacciante le elezioni politiche, si scontra con il governo ungherese su numerose questioni che vanno contro i princìpi europei, presentandoli molte volte al cospetto della Corte di Giustizia europea.
Il presidente della Commissione Barroso e il segretario generale del Consiglio d'Europa Jagland hanno subito replicato con un comunicato, affermando che le modifiche della legge "sollevano preoccupazioni per quanto riguarda il principio del primato del Diritto, il Diritto dell'Unione europea e lo spirito dei suoi trattati, e le norme del Consiglio d'Europa". Qualche settimana fa la Ue e anche l'amministrazione di Obama avevano invitato il governo di Orban a permettere alle istituzioni europee di esaminare le modifiche. Invano, visto che Fidezs ha sempre sostenuto che le preoccupazioni della Ue erano infondate e che le loro modifiche erano in sintonia con le norme europee. "E'assurdo pretendere che noi accettiamo ordini dall'estero", hanno detto i responsabili del partito di maggioranza.

Il golpe bianco influisce negativamente anche sui mercati: crollato il fiorino, la moneta ungherese, l'economia è in recessione e la situazione del mercato del lavoro, specie per i giovani è insieme a quella greca la peggiore in tutta Europa.