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Mps chiude 2019 in perdita dopo revisione Dta, manca target redditività

Il logo della banca Monte dei Paschi di Siena alle porte di una filiale a Roma

ROMA (Reuters) - Banca Mps ha chiuso il 2019 con una perdita di poco superiore a un miliardo di euro per l'impatto da 1,2 miliardi di revisione del valore delle Dta, ma con un risultato operativo in crescita e una riduzione significativa dello stock dei crediti deteriorati.

I dati preliminari del bilancio dello scorso anno, che verranno presentati a breve agli analisti in conference call, registrano il superamento con due anni di anticipo del target sui crediti deteriorati lordi in rapporto agli impieghi, al 12,4% (rispetto all'obiettivo di piano di 12,9% al 2021).

Questo rapporto, al netto delle rettifiche, è al 6,8%.

La banca è in attesa di conoscere l'esito della trattativa che il Mef, azionista di controllo con circa il 70% del capitale, ha da mesi con la Commissione europea per scindere una parte importante dei crediti deteriorati per portarli a valore di bilancio in Amco con una fusione. Il comunicato non fa cenno dell'evoluzione di queste trattative.

La banca dice anche di non aver raggiunto gli obiettivi reddituali previsti dal piano di ristrutturazione concordato con la Ue e che ha permesso l'aiuto pubblico, con l'ingresso del Tesoro nel capitale.

L'impegno prevede ora che a fronte di questo mancato risultato Mps tagli costi operativi di 100 mln di euro rispetto a quelli previsti nel piano entro il 2021.

Tornando ai risultati 2019, la banca ha un utile di esercizio pre tasse di 53 milioni, in miglioramento dalla perdita di 109 milioni del 2018.

Il margine di interesse è sceso su anno del 13,9% "impattato, oltre che dalle dinamiche commerciali, anche dalle attività poste in essere per rispettare i commitment del Piano di Ristrutturazione". La banca ricorda che le cessione di crediti deteriorati, la vendita di MP Belgio, e le altre iniziative spiegano circa la metà della riduzione del margine di interesse.

Il Cet1 è salito al 14,7% dal 13,7% del 2018 ed è 460 punti base sopra il livello rischiesto dallo Srep 2020.

Il titolo ha sbandato subito dopo i risultati arrivando a cedere 1,37% ma poi ha recuperato e scambia in rialzo dell'1,1%.


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(Stefano Bernabei, in redazione a Milano Gianluca Semeraro)