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Mps: nel pomeriggio la sentenza per Mussari, Vigni e... -2-

Fcz

Milano, 8 nov. (askanews) - Il processo milanese riguarda anche sei manager di Deutsche Bank: Michele Faissola, Michele Foresti, Dario Schiraldi (per loro il pm aveva proposto 5 anni e 8 mesi e una multa di 1,4 milioni di euro), Marco Veroni (rischia 2 anni e 6 mesi e 800 mila euro di multa), Ivor Scott Dunbar e Matteo Angelo Vaghi (per questi ultimi due è stata chiesta l'assoluzione). L'elenco degli imputati si chiude con due manager della giapponese Nomura: l'ex Ceo Sadeq Sayeed e l'ex responsabile vendite Europa e Medio Oriente Raffaele Ricci, entrambi destinatari di una richiesta di condanna pari a 6 anni di carcere con una multa da 1,5 milioni.

Le accuse contestate a vario titolo sono falso in bilancio, aggiotaggio, ostacolo all'autorità di vigilanza di Consob e Bankitalia e falso in prospetto. Nel mirino dei pm milanesi Mauro Clerici, Stefano Civardi e Giordano Baggio sono finiti i derivati "Alexandria" e "Santorini" (il primo sottoscritto con la giapponese Nomura, il secondo con la tedesca Deutsche Bank), il prestito ibrido "Fresh" e la cartolarizzazione immobiliare Chianti Classico. Operazioni legate all'acquisizione di Banca Antonveneta e che portarono a notevoli perdite, tutte sistematicamente occultate dal managemement della banca, sottolineano i magistrati milanesi nel capo di imputazione, con "l'intenzione di ingannare i soci e il pubblico" e "conseguire per sé e per altri un ingiusto profitto". La prova, secondo l'accusa, emerge dai bilanci, nelle relazioni e nelle altre comunicazioni sociali dove sarebbero stati rappresentati "fatti materiali non rispondenti al vero" e nascoste "informazioni, la cui comunicazione è imposta dalla legge, sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria di Banca Mps". Una gestione spregiudicata, che ha finito con l'"indurre in errore i destinatari" provocando "un danno patrimoniale di rilevante entità" alle casse dell'istituto di credito senese. Su alcune delle imputazione legate al prestito Fresh è già scattata la prescrizione. Sotto accusa era finita la stessa Banca Mps, uscita dal processo dopo aver patteggiato una sanzione pecuniaria da 600 mila euro e una confisca da 10 milioni di euro.