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Mps: ok alla bad bank con Amco

Daniela La Cava

E' arrivato il via libera ufficiale da parte di Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps) e Amco, full-service credit management company, interamente partecipata dal ministero dell’Economia e delle Finanze, al progetto della cosiddetta bad bank. Le due società hanno approvato la "scissione parziale non proporzionale con opzione asimmetrica da parte di Mps in favore di Amco di un compendio composto da crediti deteriorati (Npe), attività fiscali, altre attività, debito finanziario, altre passività e patrimonio netto". Il progetto, si legge nel comunicato, "è subordinato al verificarsi di una serie di condizioni, prima fra tutte la positiva valutazione da parte della Banca Centrale Europea (Bce) che dovrà analizzare anche gli impatti e la sostenibilità patrimoniale dell’operazione per Mps".

Più nel dettaglio, l'operazione comporterà per Mps "un avanzamento nel piano di de-risking con un gross Npe dal 12,4% al 4,3% e un Texas ratio da circa 86% a 43% (pro-forma su dati al 31 dicembre 2019); una riduzione di alcuni ratio patrimoniali: Cet1 Phase-in dal 14,7% al 13,3%; Cet1 Fully Loaded dal 12,7% all’11,1 % (proforma su dati al 31 dicembre 2019); e recupero di redditività grazie al minor costo del credito e al miglioramento del costo del funding".

Invece per Amco l'operazione comporterà "la prosecuzione nel percorso di crescita, raggiungendo 33,4 miliardi di euro di asset under management adjusted a giugno 2020, distribuiti su tutto il territorio nazionale; e il consolidamento della leadership nel comparto degli Utp (inadempienze probabili) in Italia, con una gestione volta alla sostenibilità dell’impresa".

Amco emetterà nuove azioni con un rapporto di cambio pari a 0,4000 azioni di Amco di nuova emissione per ogni azione di Mps che sarà oggetto di annullamento.