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Mps riunisce cda su fabbisogno capitale, Tesoro vuole partner forte

di Giuseppe Fonte e Stefano Bernabei e Valentina Za
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FILE PHOTO: A logo of Monte dei Paschi di Siena bank is seen on the ground in downtown Siena
FILE PHOTO: A logo of Monte dei Paschi di Siena bank is seen on the ground in downtown Siena

di Giuseppe Fonte e Stefano Bernabei e Valentina Za

ROMA (Reuters) - Monte dei Paschi di Siena riunisce nel pomeriggio un nuovo cda straordinario per esaminare la propria situazione patrimoniale, mentre il Tesoro respinge le pressioni per ricapitalizzare la banca al di fuori di una fusione con un partner strategico, secondo tre fonti vicine al dossier.

Il governo ha già accantonato a bilancio 1,5 miliardi di euro con lo scopo di facilitare la fusione ma il dossier divide la maggioranza, soprattutto dopo la condanna in primo grado degli ex vertici, Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, che ha indotto Mps ad accantonare oltre 400 milioni a fronte dei crescenti rischi legali.

Una delle fonti riferisce che la banca studia un'operazione di 're-insuring' per trasferire il rischio di credito su prestiti in bonis del valore massimo di 2 miliardi, in modo da liberare capitale.

I maggiori accantonamenti rischiano infatti di portare il patrimonio di migliore qualità (Cet1) sotto il livello fissato dalla Bce.

Mps deve inoltre reperire circa 1 miliardo di capitale per completare entro il primo dicembre l'operazione Hydra, che prevede lo scorporo di crediti deteriorati pari a circa 8 miliardi.

La banca non ha commentato.

Gran parte del Movimento 5 Stelle spinge per un aumento di capitale sottoscritto dal Tesoro secondo un piano stand-alone allo studio dell'amministratore delegato Guido Bastianini, riferiscono esponenti del partito. Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, del Partito Democratico, vuole invece che il rafforzamento patrimoniale avvenga nell'ambito di una fusione con un partner forte, secondo le fonti.

Tra i potenziali partner del Monte vi sono UniCredit e Banco BPM, anche se una persona coinvolta nelle trattative spiega che l'indisponibilità del Tesoro a fornire una manleva anche parziale sui rischi legali blocca qualsiasi ipotesi di accordo. Il ministero ha smentito sabato indiscrezioni in base alle quali avrebbe offerto a UniCredit una dote di 5,5 miliardi tra ricapitalizzazione e crediti fiscali originati da imposte differite attive (Dta).

UniCredit ufficialmente esclude operazioni di M&A, ma secondo alcune fonti potrebbe prendere in considerazione Mps se il Tesoro offrisse condizioni tali da garantire un impatto neutro sul capitale. "L'operazione [col Monte] presenta più rischi che opportunità per UniCredit: i rischi legali aumenterebbero, la neutralità del Cet1 non sarebbe garantita e, anche ipotizzando significative sinergie di costo, l'operazione diluirebbe gli utili per azione del periodo 2022-2023 di circa il 20%", dice il broker Equita.