Italia Markets close in 7 hrs 49 mins

Mps rivede valore delle Dta, impatto negativo di 1,2 miliardi -2-

Glv

Roma, 9 gen. (askanews) - La reintroduzione dell'Ace, spiega il Montepaschi, "comporta per il gruppo Mps un importante beneficio fiscale prospettico attraverso la riduzione dei redditi imponibili ma, al contempo, la riduzione dell'imponibile fiscale determina una minore capacità di futuro riassorbimento delle Dta (in particolare di quelle derivanti da perdite fiscali), con conseguente riduzione del loro valore iscritto in bilancio".

In maniera analoga, "la revisione delle stime interne pluriennali dei valori economici e patrimoniali, fatta anche per tenere conto dell'evoluzione dello scenario macroeconomico concretizzatosi nella seconda parte dell'anno, comporta una riduzione dei redditi imponibili attesi futuri rispetto a quanto precedentemente previsto e quindi un'ulteriore riduzione del valore delle Dta iscritte in bilancio".

Sulla base di stime preliminari, sottolinea la banca, "l'impatto negativo complessivo per il gruppo Mps derivante dalla revisione del valore delle Dta è stato quantificato in circa 1,2 miliardi di euro e sarà contabilizzato alla voce 'Imposte sul reddito di periodo', con corrispondente impatto negativo sul risultato netto del quarto trimestre 2019. Non sono attesi invece impatti in termini di ratios patrimoniali, in quanto le Dta iscritte sono già dedotte direttamente dal capitale regolamentare; rimane pertanto inalterata la capacità operativa e commerciale del gruppo nonchè la sua solvibilità".

La revisione del valore delle Dta "non ha alcun impatto sull'andamento della gestione caratteristica del gruppo Mps. Il buon andamento dell'attività ordinaria permette infatti di stimare un risultato operativo netto (prima delle componenti non operative e delle imposte) per l'intero 2019 sostanzialmente in linea con quanto realizzato nel corso del precedente esercizio, recuperando il gap negativo registrato nei primi tre trimestri dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2018".

"A seguito - aggiunge Mps - della revisione del valore delle Dta iscritte in bilancio, l'ammontare delle Dta non iscritte nell'attivo dello stato patrimoniale passa da circa 1,8 miliardi di settembre a circa 3 miliardi. Questo ammontare costituisce per il gruppo un asset potenziale, imprescrittibile secondo la normativa fiscale vigente, la cui iscrivibilità nell'attivo dello stato patrimoniale sarà valutata alle future date di bilancio in funzione delle prospettive reddituali del gruppo e della normativa fiscale tempo per tempo vigente".