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Mps: tutti assolti, "Mandate" da pistola fumante a foglia di fico

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Roma, 7 dic. (askanews) - Assoluzione piena per Giuseppe Mussari, Antonio Vigni e Gianluca Baldassari, rispettivamente, all'epoca del reatocontestato di ostacolo alla vigilanza, presidente, direttore generale e responsabile dell'area finanza del Monte dei Paschi di Siena.

Per la Corte di appello di Firenze non hanno commesso il fatto. Una sentenza che ribalta quella di primo grado pronunciata dal Tribunale di Siena che aveva precedentemente condannato i tre banchieri alla pena di 3 anni e 6 mesi di reclusione.

Al centro del dibattimento c'era il "Mandate agreement", l'accordo quadro che regolava la sostituzione del Cdo2 Alexandria (in rosso di 220 milioni) con la nota Aphex (valore 400 milioni) e cancellava le perdite in capo ad Alexandria. Perdite ribaltate sull'operazione di pronti contro termine strutturato sul Btp 2034 (3 miliardi).

Il Mandate fu ritrovato dal nuovo Ad di Mps, Fabrizio Viola, nella cassaforte dell'ex dg Vigni, nell'ottobre 2012. Il ritrovamento però non rappresenta, stando alla decisione odierna dei giudici, la prova di occultamento e dunque non concorre al reato di ostacolo alla funzione di Vigilanza di Bankitalia.

L'accusa aveva sostenuto che Bankitalia, ammessa come parte civile al processo, senza il Mandate non poteva avere la contezza del collegamento tra le due operazioni messe in piedi da Mps con Nomura. Operazioni che hanno poi portato a Milano, per competenza territoriale, all'avvio del processo per falso in bilancio, a carico a vario titolo di 13 persone fisiche, tra cui Mussari, Vigni e Baldassarri, quest'ultimo solo relativamente ad Alexandria.

Probabile che sia stata decisiva, nel corso del processo d'appello, la carta giocata dalle difese degli imputati che hanno fatto accludere agli atti, l'accusa si era opposta, il "Deed of Amendment". Si tratta di un documento che aveva gli stessi contenuti dell'accordo quadro (Mandate) e lo rendeva operativo. Documento visionato, secondo la tesi della difesa, anche dagli ispettori di Bankitalia. Dunque, secondo i difensori, all'azione della Vigilanza non era stato frapposto alcun ostacolo. Tesi accolta oggi dalla sentenza di appello che, nei fatti, derubrica il Mandate da pistola fumante a foglia di fico.