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Mps-Unicredit: il Pd 'chiama' Franco in Parlamento, Giani punta i piedi

·4 minuto per la lettura

L'accelerazione dell'operazione Unicredit-Mps - con l'apertura delle trattative con il Mef da parte dell'istituto milanese per acquisire un perimetro della storica banca toscana - irrompe nella campagna elettorale per il seggio di Siena alle suppletive per la Camera, dove il Pd schiera il segretario Enrico Letta.

Siena non è infatti solo sede del Monte Paschi, ma secondo molti la città è la banca stessa. Il Pd - temendo che gli esuberi creino una frattura con la banca che per decenni ha avuto un fitto dialogo proprio con il mondo della sinistra italiana - chiede una discussione in Parlamento, mentre il presidente della Regione, Eugenio Giani, punta i piedi: "Non se ne fa niente senza coinvolgere il territorio"

“Auspichiamo che il ministro Franco venga a riferire alle commissioni competenti di Camera e Senato in ordine a eventuali operazioni riguardanti Mps, come tra l'altro previsto dall'art 1, comma 243, della Legge di Bilancio per il 2021. È indispensabile che il Parlamento venga coinvolto nelle sue sedi opportune”, dicono in una nota congiunta le presidenti dei gruppi Pd di Camera e Senato, Debora Serracchiani e Simona Malpezzi. "Riteniamo indispensabile che il governo - azionista di maggioranza di Mps - discuta in Parlamento le ragioni dell'operazione e le prospettive della banca e avvii immediatamente un confronto con le organizzazioni sindacali e le istituzioni territoriali interessate", spiegano Antonio Misiani, responsabile Economia della segreteria Pd, e Simona Bonafè, segreteria del Pd Toscana. 

Ed è proprio un coinvolgimento diretto del territorio nella vicenda la richiesta del presidente Giani, che non ci sta a essere escluso dal tavolo che dovrà decidere il futuro dell'istituto. "Vedere il Monte Paschi Siena inghiottito da Unicredit con una trattativa che salta il territorio e non considera il patrimonio di un Istituto che è capillarmente radicato nel Centro Italia, ma presente nell'intero Paese, non è accettabile - ammonisce - s'impone un tavolo di confronto con coinvolga le forze sociali, i sindacati dei lavoratori, la Regione, il Comune e la Provincia di Siena". E insiste: "La Regione ed enti locali devono essere messi, con tempestività, a conoscenza degli elementi concreti di una proposta che potrebbe portare alla perdita di migliaia di posti, di un know-how di eccellenza e un marchio storico unico".

Anche FI non nasconde il suo disappunto: "Forza Italia è il partito che a livello locale e nazionale per primo si è occupato di questo tema, anche quando nessuno osava parlarne. E oggi Forza Italia non starà in silenzio neanche un giorno: griderà allo scandalo al fianco dei lavoratori, preoccupati per le ipotesi di esuberi che si leggono, dei sindacati, che sono stati esclusi dalle trattative, delle istituzioni locali, che allo stato attuale non sono state ascoltate a livello nazionale", dichiarano Massimo Mallegni, vice presidente dei senatori azzurri e Coordinatore regionale del partito in Toscana, Massimo Castellani, capogruppo e capo Dipartimento Banche di Forza Italia Toscana, e Lorenzo Loré, consigliere comunale e coordinatore provinciale Forza Italia Siena. Gli fa eco il ministro della Pa, Renato Brunetta: "Mi chiedo se su Monte dei Paschi fosse questo il momento giusto da parte di Unicredit di fare questo tipo di offerta. Probabilmente no", afferma al Caffè della Versiliana di Marina di Pietrasanta. "Io sono però preoccupato soprattutto per le dimensioni economiche di questa operazione - aggiunge - che è di sistema e che tocca l'intero sistema bancario italiano. Però abbiamo Mario Draghi, il miglior banchiere italiano, e un bravissimo ministro dell'Economia come Franco. Per questo sono perfettamente tranquillo. Tutto questo, però, deve avvenire nella più totale trasparenza". 

Critici anche M5s e Lega. "La cessione delle quote pubbliche di Monte dei Paschi di Siena dovrebbe tener conto del principio di concorrenza, evitando che una sola banca sistemica, qual è Unicredit, possa avvantaggiarsi su tutte le altre", sottolineano i deputati pentastellati in commissione Bilancio. Mentre Matteo Salvini avverte: "Dobbiamo contrattare più tempo con l'Europa, altrimenti facciamo un regalo a Unicredit. Se il governo pensa di fare il blitz con Unicredit su Monte Paschi noi ci faremo sentire". Per il leader della Lega: "Bisogna andarci molto cauti perché ci sono in ballo 22mila posti di lavoro, 1400 sportelli: è la banca piu' antica del mondo. Non non si fanno regali". 

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