Musei e luoghi low cost a Milano e Roma

Una serie di dritte per visitare bellezze poco conosciute, gratis o quasi, seguendo la filosofia del basso costo-alta soddisfazione

Vivere meglio spendendo poco. Sembra uno slogan pubblicitario o il motto di chi non fa che osannare, per mettersi in linea con il mood di questi tempi, una vita “basso profilo”. Ma più che una tendenza ostentata, può essere un modo di vivere, senza fare troppi sforzi, magari prestando maggiore attenzione a quello che c’è intorno a noi e stando con le antenne drizzate. Iniziando magari dalla cultura. Che non sempre è costosa, ma può essere – e non solo d’estate quando le occasioni ovviamente fioccano -  a “portata di mano”.  Ecco qualche dritta su musei e luoghi da visitare a Milano e Roma. Gratis o quasi, com’è nella filosofia del low cost. E non solo d’estate. Indicazioni valide tutto l’anno, ma che magari potete cominciare a prendere al volo già adesso.

Partendo da Nord, forse in pochi lo sanno, ma Milano è ricca di musei, case private, gallerie e tanto altro che vale la pena vedere. E che, contrariamente al pensiero stereotipato di una città cara, sono visitabili senza aprire il portafogli. A partire dalla Casa Boschi di Stefano che personalmente ho scoperto per caso, girovagando per le vie dietro corso Buenos Aires, dove tutto ti aspetteresti fuorché di trovare a pochi passi dallo shopping in ogni angolo, una costruzione simile. Una casa donata dai coniugi di cui porta il nome, alla quale si accede tramite scale o ascensore. L’ingresso è free e il patrimonio di immenso valore. Nelle varie stanze, solo per fare qualche nome, ci sono tratti evidenti dell’arte di Morandi, Fontana, Carrà  e altre opere del XX secolo. Metropolitana 1 linea rossa, fermata Lima.

Restando sempre in centro, ma spostandosi di poco (metro gialla, fermata Duomo)  un’altra casa – in realtà palazzo -  da vedere è Palazzo Durini. Perché? Be’, intanto è appunto gratis. Poi cosa che non guasta assolutamente è stato dichiarato dalla Regione Lombardia patrimonio storico-artistico. Il piano terra è stato di recente restaurato e si respira aria di storia e arte. Se pensate che è uno dei pochi appartenuti alla famiglia dopo gli assalti del 1943 ne vale ancora di più la pena.

Non di soli palazzi vive Milano – e ovviamente quella che vi propongo qui è una cernita, personale, personalissima -  ma una cosa che mi ha stupito molto e che trovo singolare è che questa città abbia uno spazio chiamato “Wow, museo del Fumetto”. Le mostre sono spesso a pagamento, ma ci sono eventi free nel giardino e nel piano terra che sono sempre ad ingresso libero. Niente metro, qui si arriva con i bus, tra cui il 73, oppure i filobus 90-91-93 o il 27. Da ricordarsi che è chiuso il lunedì.

Altre due cose che mi hanno colpito da non milanese sono restando nel low cost sono il Museo della macchina da scrivere e poi la Gam. Di quest’ultima, per la quale ogni volta che sentivo nominare la sigla, restavo a metà tra l’attonita e il basito, altro non è che la Galleria d’Arte Moderna. Anche questa free e la dimostrazione che la cultura paga ma non si paga. Opere di Hayez (avete presente il famoso bacio che c’era su tutti i libri di storia? Ecco lui è stato uno dei cardini della pittura lombarda), ma anche sculture di Canova e per i più “moderni” appunto Carrà, Boccioni, Morandi. Di fronte poi i Giardini di via Palestro. Non è cultura anche questa? Metro rossa Palestro.

Il museo della macchina da scrivere, gestito dall’associazione Umberto Donato, l’ho trovato grazie ad un’amica scrittrice appassionata di Milano e merita assolutamente una giro gratis: ci sono esemplari che risalgono al 1891. Storia pura, in via Menabrea, metro gialla fermata Maciachini.

Ok Roma è un museo a cielo aperto, nessuno lo discute, ma se invece volete “entrare” in musei e vedere opere che non trovate in giro, sappiate che è possibile farlo non spendendo neanche un euro. Non parliamo solo della tanto attesa settimana dei beni culturali, ma di posti aperti tutto l’anno e che molti non conoscono. Quindi doppio vantaggio: vantarsene con gli amici senza restare al verde. L’archeologia e Roma sono un tutt’uno? È vero, potete iniziare a vederlo dal Museo Archeologico della via Ostiense. Il bello è che si trova all’interno della Porta di San Paolo e ricostruisce il percorso che portava dalla Porta a Ostia antica. Unico neo: per la struttura del museo, l’accesso non è consentito ai disabili. Previste anche aperture pomeridiane il martedì e il giovedì, chiuso il lunedì. Per arrivarci prendete la linea B e scendete a Piramide.

Sicuramente del Museo del Risorgimento al Vittoriano saprete già, gratuito anch’esso, mentre da vedere a mio parere sono altri musei tematici e delle…case (Roma non può mica essere seconda a Milano, no?). Se siete un po’ bambini dentro, come chi scrive, o se invece siete curiosi, una capatina al Museo storico didattico di giochi giocattoli del '900 dovete farla. E non solo perché “giocando tutti i bambini sono uguali”, ma perché i giocattoli che sono appartenuti a Fritz Billig Hoenigsberg hanno tutta una loro storia. Per via del nazismo, l’uomo dovette trasferirsi a New York e portò con sé i giochi che avevano contrassegnato l’infanzia di molti bambini. Roma non è certo conosciuta per un museo di balocchi, ma visitarlo free è quasi un dovere. In particolare se si trova in un quartiere splendido come il Pigneto dove però non c’è la metro, ma tram vari con cui arrivare.

Sapevate che Roma ha un Museo storico della Liberazione? Non poteva essere diversamente vista la storia della città, ma il bello è che oltre a essere visibile totalmente gratis, è storia da assaporare a ogni passo, solo muovendosi al suo interno. Era infatti il carcere usato dal Comando della Polizia di Sicurezza nei mesi dell’occupazione dei tedeschi. Disposto su tre piani, da non perdere in particolare il terzo adibito alle celle come la 13 dove – e forse questo vale tutta la visita – c’è una pagnotta di un detenuto che prima dell’esecuzione ha scritto “Coraggio Mamma”. Lo trovate in via Tasso, la fermata ad hoc è Manzoni, linea A. Last but not the least due case da vedere: lo studio di Luigi Pirandello che è l’ultima casa in cui visse lo scrittore e la Casa Museo Praz. Anche questa abitazione privata con collezioni di opere d’arte e arredi e per “sbirciare” nella vita di Mario Praz, critico letterario, giornalista e tanto altro. Che dite: la cultura paga?


 


Una rubrica pensata per chi pensa che la frugalità sia un valore; per chi è sempre alla ricerca di nuove idee per risparmiare; per chi vuole scoprire il punto di vista e le sfide di chi vive bene anche con poco.