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Mutui: tassi tornano sopra il 2% con inflazione e crisi Ucraina. Ora costano fino a 8.800 euro in più

La fiammata dell’inflazione registrata negli ultimi mesi e il conflitto scoppiato in Ucraina hanno avuto effetti diretti sui tassi di interesse applicati sui mutui, rendendo più costoso per le famiglie chiedere oggi un finanziamento per l’acquisto di un immobile. Lo afferma il Codacons, commentando i dati di Bankitalia secondo cui nel mese di marzo i tassi di interesse sui prestiti erogati alle famiglie per l'acquisto di abitazioni si sono collocati al 2,01% contro l'1,85% di febbraio. A risentire delle preoccupazioni del mercato sono in particolare i tassi fissi – spiega il Codacons – Mentre l’Euribor, l’indice di riferimento dei mutui a tasso variabile, si è mantenuto sostanzialmente stabile tra gennaio e aprile, l’Eurirs, indice di riferimento dei mutui a tasso fisso, ha subito una vera e propria impennata passando ad esempio per i mutui a 20 anni dallo 0,60% di inizio gennaio all’1,69% di fine aprile. Chi accende oggi un mutuo a tasso fisso per l’acquisto della prima casa si ritrova così tassi finali più elevati rispetto a chi ha avviato un finanziamento a gennaio: i più penalizzati sono coloro che accendono mutui a 30 anni – analizza ancora il Codacons – Il tasso finale più elevato su tale tipologia di finanziamento e la maggiore durata del mutuo incrementano il divario, portando oggi una famiglia che accende un mutuo a tasso fisso a 30 anni a spendere complessivamente circa 8.812 euro in più rispetto allo stesso prestito acceso a inizio gennaio 2022, solo per il costo maggiore delle rate e senza considerare le altre spese (perizie, spese di pratica, costi bancari, ecc.).

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