Italia Markets close in 6 hrs 19 mins

Nadef, Bankitalia: 'sfruttare tassi bassi per tagliare debito. Spread sceso ma rimane quadruplo Francia'

Laura Naka Antonelli

Il rapporto fra il debito pubblico e il Pil, che crescerebbe nell'anno in corso, "diminuirebbe marginalmente il prossimo. Per un paese in cui il debito pubblico rappresenta uno dei principali fattori di fragilità, assicurare che la variazione di questo indicatore abbia quanto meno il segno giusto è il minimo". Così ha detto il vicedirettore di Bankitalia, Luigi Federico Signorini, in audizione in Parlamento sul Def.

"La situazione di questi anni è, storicamente, eccezionale. I tassi nominali sono i più bassi che si ricordino. Questa situazione va sfruttata per mettere il rapporto tra debito e prodotto su un sentiero di durevole discesa".

"La Nota di aggiornamento del Def prefigura un percorso di graduale riduzione del peso del debito sull'economia. Per essere credibile questo percorso va fondato su misure di bilancio pienamente specificate e su una quantificazione prudente del loro impatto finanziario. Dalla credibilità della strategia di riduzione del debito nel medio periodo dipende anche l'efficacia delle misure espansive previste per il prossimo anno".

A conferma dell'importanza dello spread, il vicedirettore di Bankitalia ha ricordato che "l'insieme di risorse che gli interessi in più sul debito pubblico sottraggono all'erogazione di servizi, agli investimenti o alla riduzione del carico fiscale, è molto elevata".

"L'esperienza degli anni della crisi lo ha insegnato in modo drammatico - ha continuato Signorini - gli effetti sulla spesa per interessi della rapida discesa dello spread negli ultimi mesi quantificano d'altra parte con evidenza il valore anche monetario di un recupero di fiducia".

Detto questo, va ricordato che, "pur con tutti i recenti miglioramenti, lo spread sovrano dell'Italia resta il doppio di quello spagnolo, il quadruplo di quello francese. Se vogliamo avvicinarci a questi paesi (e si tenga a mente che la Spagna pagava uno spread maggiore del nostro fino alla metà del 2016), la fiducia non va solo preservata: va rafforzata. Vi devono contribuire tanto le prospettive per i conti pubblici quanto quelle per la crescita dell'economia".