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Nagel: senza grosso M&A quota Generali rimane ma non ci sono tabù

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Milano, 12 nov. (askanews) - Sulla vendita, in parte o integrale, della partecipazione in Generali non ci sono "tabù" ma nel piano è previsto che la quota "rimanga in Mediobanca", salvo ipotesi di M&A importanti. Lo ha detto l'Ad di Mediobanca, Alberto Nagel, nel corso della conferenza stampa di presentazione del nuovo piano al 2023.

"Su Generali non ci sono tabù - ha detto - il tabù nostro è creare un gruppo più forte, che vale di più e cresce". La quota in Generali quindi, in assenza di operazioni straordinarie, non verrà intaccata nell'arco di piano, "perchè a livello finanziario non avrebbe senso, è un asset molto importante nel nostro bilancio e abbiamo anche la responsabilità di essere un soggetto italiano che tiene molto a che la testa e il cuore di Generali resti in Italia, ma con uno sviluppo internazionale come sempre è stata la sua vocazione. Oggi vendere Generali per trovarci della cassa che non ci dà niente ci priva di una opzione futura nel caso si presentassero operazioni di M&A importanti. Cedere Generali per nulla non ha senso".

Generali, ha proseguito Nagel, "rimane una importante fonte di ricavi e di redditività e rimarrà come tale nel prossimo triennio, è un'opzione importantissima qualora dovessimo avere bisogno di capitale per un M&A più importante".

La vendita della quota Generali nel caso "deve essere fatta in maniera che non diventi un elemento, un atto negativo per Generali". "Saremmo molto attenti a fare le cose - ha concluso - in maniera tale che sia considerata tra gli azionisti di Generali come una dismissione positiva, neutra e non negativa per loro oggi" però "oggi lo scenario nostro è diverso".