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Nannicini (Pd), 'con M5S no abiure o tabù, taglio cuneo priorità'

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(Di Luana Cimino) - Per un accordo con i M5S deve esserci "una svolta nella politica economica e sociale", a nessuno “devono essere chieste abiure”, ma "il coraggio di scelte politiche forti, questo sì", senza "tabù" sul fronte fiscale. Così all'Adnkronos il senatore del Pd Tommaso Nannicini, già sottosegretario alla presidenza del Consiglio con l'ex premier Matteo Renzi. 

"Diversamente non abbiamo paura del voto", taglia corto l'economista che Renzi ha messo a capo di tutti i più delicati dossier di politica economica del suo mandato. "La direzione Pd è stata chiara. Non siamo interessati a un governo di transizione o a un governo con un mandato puramente ragionieristico per la disattivazione delle clausole di salvaguardia - sottolinea Nannicini - ci interessa un governo politico con un programma di crescita e sviluppo sostenibile per il paese, che non abbia paura di usare tutte le leve disponibili, anche fiscali, per tagliare il costo del lavoro e rilanciare gli investimenti in scuola, università, salute e trasformazione ecologica e tecnologica del tessuto produttivo". 

"Le priorità devono essere la crescita e il contrasto alle disuguaglianze, a partire da quelle tra generazioni, di genere e territoriali. Per farlo, già la prossima legge di bilancio dovrebbe individuare un percorso fatto di nuove priorità. Tutti devono essere pronti a rinunciare a qualche tabù, anche noi, per esempio a quello che non si può toccare nessuna tassa".  

"La pressione fiscale in Italia è troppo alta e va ridotta costantemente come hanno iniziato a fare i governi Renzi e Gentiloni, ma questo non vuol dire che per tassare meno chi lavora e chi investe non si possano toccare altre levi fiscali per tassare di più rendite, multinazionali e per aumentare la progressività di certi prelievi. Continuando a scommettere sul superamento del contante e sul potenziamento dell’amministrazione fiscale per combattere l’evasione", spiega Nannicini. 

Questo comporterebbe delle abiure da parte dei 5S? "Non si tratta di abiure ma di cercare misure per uno sviluppo sostenibile del paese, visto che tante scelte del governo giallo-verde erano frutto di un compromesso messo nero su bianco sul contratto", dice bocciando 'quota 100', misura bandiera della Lega, ma 'salvando' il Rdc dei pentastellati. "Altro non è che un'evoluzione del nostro Reddito di inclusione - osserva - le nostre critiche, forti e motivate, riguardano la sua struttura che è concepita in modo sbagliato, non si tratta di cancellarlo ma di effettuare un monitoraggio per migliorarlo".  

E insiste: "Non è questione di innamorarsi delle 'bandierine' o delle sigle, Rei o Rdc, ma di valutare miglioramenti in favore di un reddito di attivazione sociale che aiuti davvero i più poveri e le famiglie numerose, o ragionare su un ‘salario di disoccupazione’ per rafforzare la Naspi. Perché il Rdc ai disoccupati non poveri non ha dato niente". 

Tra i punti di convergenza con i pentastellati senz’altro "potrebbe esserci il taglio del cuneo fiscale, ma che sia strutturale in favore dei lavoratori, non la flat tax della Lega che favoriva i ricchi". Inoltre potrebbe esserci convergenza per "un modello di sviluppo orientato alla sostenibilità, all'economia circolare, alla formazione permanente". Ma non mancano ombre e ostacoli. "Un piano realistico in questo senso si scontra con il nodo risorse", ammette Nannicini. "Da qui la necessità di non avere paura di fare scelte politiche coraggiose per creare sviluppo e redistribuire", aggiunge. 

"Il timore è che a causa delle scarse risorse o della mancanza di coraggio da entrambe le parti si trovi convergenza su temi come un giustizialismo oltranzista, l’antipolitica un tanto al chilo della riduzione dei parlamentari sganciata da qualsiasi riforma elettorale e di sistema, o su una sterilizzazione dell'Iva puramente ragioneristica. Questo dal mio punto di vista non andrebbe bene. Perché non servirebbe né al paese né al Pd. Sulla visione della democrazia, della giustizia e delle istituzioni restiamo molto lontani dai M5S e non possiamo avere cedimenti. E su questo, scimmiottando Gaber, non ho tanto paura del grillismo fuori di noi ma del grillismo che ogni tanto è anche in noi".