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Nasce il portale unico sul tartufo della Marche

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Image from askanews web site
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Roma, 6 ott. (askanews) - Un nuovo portale, 'Marcheterraditartufi.it', per diffondere e valorizzare il tartufo marchigiano a pochi giorni dalla corsa all'oro Bianco e dai principali eventi fieristici. Testimonial della Regione Marche è Roberto Mancini. Un'operazione di tutela e di valorizzazione agroalimentare messa in campo dall'assessorato all'Agricoltura della Regione Marche con cui, ha spiegato il vice presidente Mirco Carloni "la Regione fa un ulteriore passo avanti nella promozione di un patrimonio che difendiamo con forza e che ci impegniamo a potenziare, poiché portabandiera di un territorio ricco di bellezze naturali, paesaggistiche, artistiche e culturali che trovano nel tartufo la migliore sintesi, in una Regione leader del settore".

Il portale mette in rete territori ed operatori della filiera del tartufo al fine di facilitare lo scambio di informazioni e aumentarne visibilità e diffusione, e promuovere le principali fiere di settore, che hanno saputo, nel tempo, distinguersi tra gli appuntamenti più importanti a livello internazionale.

Il progetto mira a mettere in rete le principali città del tartufo, Acqualagna, Amandola, Apecchio, Fossombrone, Pergola, Rocca Fluvione e Sant'Angelo in Vado, fornendo tutte le informazioni sul mondo del tartufo e su come farne esperienza.

Con 13 mila cercatori tesserati, la Regione Marche è in vetta alla classifica delle regioni italiane per il maggior numero di cavatori con una produzione di circa 50 tonnellate all'anno. Un esercito alla prese con la riapertura della stagione (ultima domenica di settembre fino al 31 dicembre) del Tartufo Bianco (Tuber Magnatum Pico) il più prezioso tra le specie, che si attesta sui valori, in base alle pezzature, di 150 euro fino 300 euro all'etto (Borsa del Tartufo online di Acqualagna). Il prezzo oscillerà in base alle condizioni meteo, decisive per consegnare tartufi grandi e dal profumo strabiliante quando la stagione entrerà nel vivo, in genere a metà novembre e inizio dicembre.

La Regione Marche ha messo in campo una serie di azioni di salvaguardia del tartufo spontaneo e atte a favorire lo sviluppo della tartuficoltura. Fiore all'occhiello è il Centro Sperimentale di tartuficoltura di Sant'Angelo in Vado, eccellenza nazionale ed europea, che da circa quarant'anni produce piantine forestali con radici micorizzate che, messe a dimora in sito idoneo, rendono una produttività di tartufaie che sfiora quasi il 100%.

Sempre con l'obiettivo di promuovere la tartuficoltura, la Regione Marche, attraverso i fondi previsti dai Programmi di Sviluppo Rurale, ha permesso la realizzazione di oltre 1600 ettari di tartufaie coltivate che si sommano a più di 2 mila ettari di tartufaie esistenti.

Dai proventi derivanti del gettito della tassa regionale sulla raccolta del tartufo nell'ultimo triennio (2018-2020) di circa 300 mila euro, e attraverso l'Agenzia per i Servizi nel Settore Agroalimentare delle Marche (ASSAM), la Regione Marche ha messo in campo numerose linee sperimentali su differenti fronti tra i quali il miglioramento dei soprassuoli forestali che costituiscono, nelle Marche, l'ambiente principe di produzione naturale del tartufo bianco.

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