Italia markets close in 8 hours 10 minutes
  • FTSE MIB

    26.289,41
    +260,52 (+1,00%)
     
  • Dow Jones

    34.297,73
    -66,77 (-0,19%)
     
  • Nasdaq

    13.539,29
    -315,83 (-2,28%)
     
  • Nikkei 225

    27.011,33
    -120,01 (-0,44%)
     
  • Petrolio

    85,81
    +0,21 (+0,25%)
     
  • BTC-EUR

    33.190,94
    +777,42 (+2,40%)
     
  • CMC Crypto 200

    851,95
    +31,36 (+3,82%)
     
  • Oro

    1.844,90
    -7,60 (-0,41%)
     
  • EUR/USD

    1,1296
    -0,0010 (-0,09%)
     
  • S&P 500

    4.356,45
    -53,68 (-1,22%)
     
  • HANG SENG

    24.245,17
    +1,56 (+0,01%)
     
  • Euro Stoxx 50

    4.127,70
    +49,44 (+1,21%)
     
  • EUR/GBP

    0,8360
    -0,0008 (-0,10%)
     
  • EUR/CHF

    1,0389
    +0,0014 (+0,14%)
     
  • EUR/CAD

    1,4212
    -0,0057 (-0,40%)
     

Natale quasi ai massimi

·4 minuto per la lettura

La settimana che ha condotto al Natale ha visto i mercati alla ricerca frenetica di recuperare in extremis il tradizionale rally avviatosi un po’ troppo in ritardo a causa della sorpresa Omicron.

L’impresa è riuscita solo in parte, ma la distanza che accusavano gli indici azionari dai loro massimi storici o annuali ad inizio settimana rende già notevole quel che abbiamo visto.

Le performance settimanali dei principali indici azionari mondiali sono state incerte solo in Asia, dove si registrano saldi leggermente negativi quasi ovunque. Solo gli indici di Giappone e Taiwan hanno avuto un modesto incremento.

Decisamente più gagliardo è stato il rialzo europeo, con Eurostoxx50 in salita del +2,52% settimanale ed i vari indici nazionali compresi tra il +1,45% del tedesco Dax e il +3% dello spagnolo Ibex.

L’azionario europeo, nel periodo compreso tra l’8 dicembre ed il 20, si era fatto prendere dalla paura per la variante Omicron ed era incappato in una scivolata piuttosto consistente. Perciò il forte rimbalzo delle ultime 3 sedute è riuscito solo a riportare Eurostoxx50 a quota 4.266, cioè sul bordo superiore dell’ampio triangolo che ha come lati convergenti la trendline che unisce i due massimi discendenti e quella che passa per i due minimi ascendenti dell’ultimo mese. Manca ancora la prova di forza del superamento della resistenza di quota 4.288, l’ultimo ostacolo da abbattere per tentare il ritorno ai massimi dell’anno di 4.415.

Ma la performance più convinta l’ha mostrata il mercato americano, almeno relativamente al suo indice principale SP500. Sebbene il balzo sia stato “solo” del +2,28%, è bastato per arrivare in zona massimo storico. Anzi, venerdì è stato realizzato un mezzo record, poiché la chiusura dell’indice a quota 4.726 è stata la più alta di sempre. Non così il massimo di seduta, che si è fermato a 4.741, solo 3 punti sotto il massimo storico.

L’appuntamento con la storia è pertanto rinviato ed ora ci toccherà verificare se il nuovo massimo storico verrà attuato prima di Capodanno, per chiudere in bellezza un 2021 che su questo indice ha già fruttato finora una performance del +25,82%.

Meglio hanno fatto, la scorsa settimana, gli indici Nasdaq100 (+3,19%) e Russell2000 (+3,11%). Ma questi due indici erano ancora ben al di sotto dei loro massimi storici. Il tecnologico Nasdaq100, per arrivare al record di 16.765 del 22 novembre scorso, deve scavalcare la forte resistenza di area 16.500, che più volte, in novembre e dicembre ne ha spento gli entusiasmi. L’indice delle small cap Russell2000, che era stato duramente colpito dalla correzione autunnale, deve invece ancora recuperare quasi il 9% per riportarsi a contatto con il suo massimo assoluto, cosa piuttosto difficile da realizzare prima di Capodanno.

Se vogliamo sinteticamente attribuire a qualche fattore i meriti di questo mini-rally, citerei innanzitutto gli studi su Omicron che sono usciti negli ultimi giorni dai campi di battaglia sudafricano e inglese. Mentre risulta provata la maggior infettività di questa variante, in grado di aggirare meglio delle precedenti gli anticorpi dei guariti e dei vaccinati, riuscendo a produrre numeri di contagio da record assoluto nei molti paesi in cui sta diventando dominante, sono arrivate però anche conferme positive sul ruolo dei vaccini. Se la doppia dose dopo i 3-4 mesi protegge poco dal contagio, difende ancora parecchio dal rischio di ricovero e di terapia intensiva. La terza dose “booster” invece riesce a rialzare anche la protezione dal contagio intorno all’80%. È un’ottima notizia se si riesce a tenere il passo con le vaccinazioni, che debbono accelerare rispetto agli attuali ritmi già frenetici. Ma lo è soprattutto per le strutture sanitarie, che dovrebbero reggere all’onda d’urto anche se i contagi dovessero salire ancora molto a gennaio.

Ai mercati sono piaciute anche molto le parole di Biden, che sul virus ha invitato a vaccinarsi, ma ha escluso provvedimenti restrittivi a livello federale contro la variante omicron, manifestando così fiducia sulla possibilità di uscire dalla quarta ondata senza compromettere il PIL.

Un PIL che viene atteso per il quarto trimestre in ulteriore accelerazione, verso un incremento annualizzato del 5%, dopo la frenata al 2,3% del terzo trimestre.

Resta il pericolo inflazione, a tarpare un po’ le ali dell’ottimismo, ma i mercati si aspettano che la FED approfitterà della nuova ondata pandemica per rimanere il più accomodante possibile.

In queste condizioni la road map dell’indice SP500, da cui tutti gli altri indici azionari dipendono, potrebbe contemplare presto, magari dopo un po’ di consolidamento sui massimi, un nuovo strappo rialzista, che andrebbe a realizzare l’ultimo record del 2021 nella settimana che ci porta a San Silvestro. Il cammino verso quota 4.900-5.000 potrebbe così riprendere.

Autore: Pierluigi Gerbino Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli