Natale, tempo di cenoni. Ecco come scegliere i prodotti ittici ed evitare le frodi

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A Natale e Capodanno i piatti a base di pesce non possono mancare sulle tavole degli italiani. Ma come riconoscere i prodotti ittici migliori e non incorrere in frodi alimentari? Il Dipartimento Sicurezza Alimentare del Movimento Difesa del Cittadino ha stilato una lista di consigli per una spesa più consapevole.

Riconoscere il pesce fresco
Il pesce fresco deve avere un odore marino e gradevole, un aspetto brillante e il corpo rigido e arcuato. L'occhio deve essere sporgente, con cornea trasparente e pupilla nera; se infossato nell'orbita con cornea lattiginosa e pupilla grigia è meglio desistere dall'acquisto. Il video di MDC sulla scelta del pesce fresco.

L'etichettatura
L'etichetta è uno strumento fondamentale di scelta e deve raccogliere tutte le informazioni utili al consumatore per effettuare un acquisto consapevole.
Nel caso di pesce fresco l'etichetta deve contenere:

  • prezzo;
  • denominazione commerciale della specie;
  • metodo di produzione (pescato o allevato);
  • zona di cattura per il pescato o Paese di provenienza per l'allevato.

Nel caso di pesce surgelato deve invece contenere:

  • la denominazione di vendita o la denominazione commerciale della specie completata dal termine "surgelato";
  • il metodo di produzione (pescato o allevato);
  • la zona di cattura per il pescato ed il Paese di provenienza per l'allevato;
  • l'elenco degli ingredienti e cioè delle specie in caso di miscuglio (per es. preparato per risotto alla pescatora);
  • la quantità netta o, nel caso di prodotti preconfezionati in quantità unitarie costanti, la quantità nominale;
  • il termine minimo di conservazione (TMC) completato dall'indicazione del periodo in cui il prodotto può essere conservato presso il consumatore (indica "da consumarsi preferibilmente entro");
  • il nome o la ragione sociale o il marchio depositato e la sede del fabbricante o del confezionatore o di un venditore stabilito nella Comunità economica europea;
  • la sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento;
  • una dicitura che consenta di identificare il lotto di appartenenza del prodotto;
  • le modalità di conservazione del prodotto dopo l'acquisto, completata dall'indicazione della temperatura di conservazione e della attrezzatura richiesta;
  • l'avvertenza che il prodotto una volta scongelato non deve essere ricongelato e le istruzioni per l'uso.

Il Movimento Difesa del Cittadino tramite le sue sedi locali ha effettuato a novembre un monitoraggio di 132 banchi del pesce presenti nei mercati rionali di 7 regioni d'Italia: Basilicata, Calabria, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche e Toscana. La percentuale di venditori presi in esame che rispettavano pienamente le norme era pari a zero in Calabria; valori bassi anche in Lazio (11%) e Toscana (15%). La Liguria è invece la regione dove gran parte (80%) dei banchi monitorati è risultata in regola, seguita dalla Lombardia con il 46% e dalle Marche con il 43%.
Solo 4 banchi su 10 indicano infine la provenienza del prodotto e il metodo di produzione. Mentre solo il 60% la denominazione commerciale della specie.

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