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Nato, a Madrid inizia un vertice “storico e di trasformazione”

Image from askanews web site
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Madrid, 28 giu. (askanews) - E' iniziato questo pomeriggio a Madrid, con una dichiarazione preliminare congiunta del segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, e del premier spagnolo Pedro Sanchez, un vertice dei capi di Stato e di governo dell'Alleanza atlantica che lo stesso Stoltenberg ha definito "molto importante", "cruciale", "storico", e "di trasformazione".

Dopo aver ringraziato Sanchez per l'impegno della Spagna nella Nato e per l'organizzazione di questo summit, nel 40esimo anno dalla sua entrata nell'Alleanza, il segretario generale ha sottolineato innanzitutto l'accordo atteso dai leader sul "nuovo concetto strategico di Madrid" che sarà "il piano ('blueprint', ndr) della Nato per un mondo diventato più pericoloso e imprevedibile" nel nuovo contesto di insicurezza creato dall'invasione russa dell'Ucraina.

Inoltre, e non meno importante, sarà l'accordo sul "cambiamento fondamentale nella difesa di deterrenza, con più forze di pronto intervento e un aumento delle forze di difesa avanzate e degli equipaggiamenti di pre-posizionamento".

Ieri Stoltenberg aveva annunciato che le truppe Nato di pronto intervento, che erano passate da 13 mila a 40 mila unità dal 2014, saranno ora aumentate fino a oltre 300 mila unità.

Il vertice, ha continuato il segretario generale, concorderà anche la continuazione degli aiuti forniti all'Ucraina con un "pacchetto di assistenza complessiva per aiutare gli ucraini ad applicare il loro diritto all'autodifesa. E' importante che continuiamo a fornire sostegno all'Ucraina che sta fronteggiando una brutalità che non avevamo visto in Europa dalla Seconda Guerra mondiale", ha rilevato Stoltenberg.

"Speriamo - ha aggiunto il segretario generale - di fare progressi sull'adesione alla Nato della Finlandia e della Svezia". Nel pomeriggio è prevista un a discussione informale fra i leader dei due paesi candidati e della Turchia con lo stesso Stoltenberg, per cercare di rimuovere gli ostacoli posti da Ankara.

Infine, si parlerà degli impegni riguardo all'aumento della spesa militare da parte degli alleati. "In questo mondo più pericoloso dobbiamo investire di più nella nostra difesa", ha concluso Stoltenberg.

Ieri sono stati diffusi i dati sugli investimenti degli Stati membri nella difesa, che continuano ad aumentare costantemente da otto anni (salvo negli Usa e in Turchia, che comunque sono a livelli molto alti); tuttavia, non in tutti i paesi è stato già conseguito l'obiettivo, fissato da tempo del 2% del Pil. Questa soglia è stata raggiunta finora in 9 paesi, più la Romania ormai vicinissima (all'1,99%).

Al primo posto c'è la Grecia (3,76%), che investe più degli Stati Uniti (3,47%). Seguono la Polonia (2,42%) e la Lituania (2,36). L'Italia è ancora all'1,54% del Pil, ma in crescita. La Francia è all'1,90% e la Germania l'1,44%, ma la percentuale è attesa in forte crescita dopo i recenti impegni del governo. Agli ultimi posti si trovano Lussemburgo (0,58%), Belgio (1,18%) e, nonostante le parole di apprezzamento di oggi di Stoltenberg, anche la Spagna (1,01%).

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