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Nautica: Ucina, cresce protesta in porti turistici, a Rimini mobilitazione contro aumento canoni

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I rappresentanti di 50 porti turistici si sono riuniti ieri a Rimini per solidarizzare con la Marina di Rimini e la Marina di Cattolica, colpite rispettivamente da provvedimenti di blocco dei conti correnti e revoca delle concessioni demaniali destinate alla nautica, e chiedere al Governo la soluzione dell’ultradecennale contenzioso sull’applicazione retroattiva dell’aumento dei canoni demaniali fissati da Romano Prodi nel 2007. Pena, altrimenti, diverse e più eclatanti iniziative di protesta.  

Dalla piazza si è sollevato un coro comune contro l’applicazione retroattiva degli aumenti, che ha violato i contratti di concessione e che ha portato a quadruplicare o quintuplicare i canoni dei concessionari mettendo in ginocchio decine di darsene in Italia. Soprattutto, che è stata dichiarata non legittima da decine di sentenze dei tribunali civili, le Corti di Appello, i Tar di mezza Italia, e poi da parte del Consiglio di Stato e della Corte Costituzionale (nel 2017). Prossima manifestazione a Roma, sotto gli uffici del Governo, a sostegno di un settore che rischia di subire un pesantissimo contraccolpo.  

Per il Presidente di Ucina Confindustria Nautica, Saverio Cecchi, “è necessario approdare a una soluzione in tempi rapidissimi, inserendo uno specifico emendamento nella legge di bilancio, una norma semplice, che fissi il concetto statuito dalla corte Costituzionale che gli aumenti non possono avere applicazione retroattiva”. Ucina è fortemente impegnata con il Governo al fine di scongiurare ben più clamorose iniziative di protesta minacciate dagli operatori del settore “che non farebbero bene a nessuno”, ammonisce Cecchi, che si dichiara fiducioso nell’impegno assunto dalla Ministra de Micheli.