Italia Markets close in 41 mins

Navigare a vista, il mercato è affaticato: i titoli sotto esame

Davide Pantaleo
 

Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

Wall Street venerdì scorso ha reagito bene ai dati sul lavoro, senza subire particolari contraccolpi dopo il provvedimento di Trump sui dazi. Si aspetta ulteriori progressi per la piazza azionaria Usa nel breve?

Dovremo abituarci a queste continue composizioni degli attriti dell'era Trump un po' con tutto il mondo, ed a veder chiudere una pericolosa tensione, dopo averne già aperta un'altra. L'uno due di Corea del Nord e dazi su acciaio/alluminio docet.

Non devono trarre in inganno questi rallentamenti delle tensioni con Corea del Nord, tanto da far ipotizzare concretamente un incontro, che potrebbe anche essere rinviato od annullato: i due personaggi in questione insegnano.
Quanto ai dazi, potrebbe essere accolta una parziale o totale rinuncia all'applicazione per gli alleati europei, del resto con un personaggio così scomodo come Trump c'è da aspettarsi di tutto.

Un ipotesi operativa per Wall Street, quanto mai complicata, potrebbe essere quella di navigare a vista e correggere spesso la rotta, mantenendo lo status quo sugli assett principali.
Teniamo presente sempre che i dati usciti nelle ultime due sedute, occupazione a pieno regime, ma salari stabili, fanno continuare il ciclo di forte ripresa ed espansione a stelle e strisce, ma non porteranno buoni segnali di numerosi e forti aumenti dei tassi, stante un'inflazione ancora anemica e comunque sotto le stime.
L'indecisione comunque per il momento sta pagando e il presidente Powell continuerà ancora per molto la politica Fed ereditata dalla Yellen.

Propendiamo quindi nel breve per un mini range compreso fra 24.200 e 25.200 punti per il Dow Jones, con estensioni intraday anche sotto 24.000 punti, in caso di peggioramento delle tensioni, e sopra 25.000 in caso di distensione delle stesse, ma questo secondo scenario è al momento meno probabile.

Attenzione al decennale Usa sopra il 2,95%, più che al cross euro-dollaro, per ora confinato sui minimi e massimi "invernali" fra 1,2150 e 1,2550.
In sintesi navigare molto a vista, non con il pilota automatico e con la nostra assistenza consulenziale.

Il Ftse Mib ha recuperato a grandi passi dopo aver raggiunto nuovi minimi dell’anno in avvio di settimana. Come valuta questo movimento e cosa prevede per le prossime sedute?

A Piazza Affari sembra essere giunti ad una fase di affaticamento dell'indice Ftse Mib e del future con scadenza giugno, con riferimento in particolare ai valori di area 22.800 nel primo caso e di quota 22.300 nel secondo.
Anche sul mercato domestico, spinte di natura non tecnica, ma sicuramente emotive alle buone e cattive notizie di cui parlavamo prima, con la variabile non trascurabile della composizione governativa nostrana, potrebbero portare l'indice anche verso i 23.000/23.200 punti.

Questo scenario però a mio avviso è meno probabile però di un ritorno dei corsi verso area 21.800 e il discorso è identico per il future giugno che, più che arrivare sui 22.500/22.600 punti, potrebbe ritornare più facilmente nell'intraday verso i 21.200/21.300 punti.

A parte i migliori titoli da noi suggeriti, fra i tanti consigliati ai nostri abbonati sui relativi e recenti minimi, come Brembo, Telecom Italia (Amsterdam: TI6.AS - notizie) nella versione risparmio, Autogrill (Milano: AGL.MI - notizie) , Tamburi ed EL.EN., è opportuno ora più che ai operare in trading, vendendo call e put sulle opzioni del nostro future maggio e giugno fra 24.000/24.500 e 20.000/20.500 put, sempre sotto la nostra assistenza e consulenza.

Tra i bancari qual è la sua view su Bper Banca e Banco BPM? Quali sono i livelli da seguire per questi due titoli?

Abbiamo una visione ancora negativa, da molti anni purtroppo, sul comparto finanziario italiano, in modo particolare su quello italiano.
Abbiamo però segnalato delle eccezioni come già scritto in passato, indicando che alcuni titoli sono da alleggerire e da vendere con opzioni a copertura.

Parliamo di Intesa Sanpaolo (Amsterdam: IO6.AS - notizie) nella versione risparmio, consigliato anche lo scorso anno in area 2,2/2,3 euro.
Poi in sub-settori diversi troviamo FinecoBank (MDD: FBK.MDD - notizie) , oltre a Banca IFIS (Londra: 0NBX.L - notizie) indicato per un investimento di lungo termine ed ora, dopo una interessante e profittevole operazione di vendita e trading dei diritti, suggeriamo Creval per un acquisto deciso in area 0,10 euro.
Ognuno di questi 4 titoli, d'ora in avanti va gestito e tradato in modo differente.

La speculazione nelle scorse sedute ha animato Mediaset (Londra: 0NE1.L - notizie) e ancor più Telecom Italia. Cosa può dirci di questi due titoli?

Telecom Italia e Mediaset sono interessanti entrambi per opposti e diversi motivi.
Fin dall'autunno scorso in area 0,56/0,58 euro abbiamo consigliato un acquisto deciso su Telecom Italia nella versione risparmio, ma coperto sempre da opzioni in vendita di call e di put.
I nostri abbonati sono posizionati con scadenza giugno con vendita di generose opzione call a 0,74/76 e put a 0,62/0,64, in attesa anche della possibilita di incassare un dividendo di 0,0275 euro.

Escludiamo al momento un investimento su Mediaset, per motivi non solo di analisi tecnica e fondamentale, ma anche politica. Si potrebbe utilizzare il titolo per un'interessante operazione suggerita e cioè vendita di Mediaset ed contestualmente acquisto di Telecom Italia risparmio.

Il dollaro sta recuperando terreno tanto nei confronti dello yen quanto dell’euro. Cosa si aspetta per questi due cambi?

I trend di questi due importantissimi cross, diventeranno ancora per lungo tempo dicotomici e contrapposti, ma sempre con minor evidenza. Lo yen potrà riportarsi a breve medio termine anche in area 104 contro il dollaro, ma l'intervento puntuale della BoJ lo riporterà per lo meno sopra i 106, rendendo la propria moneta piu debole e competitiva per export. Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) medio-lungo termine non è da escludere un approdo del dollaro-yen in area 108/109.

Per l'euro-dollaro ci aspettiamo più brusche oscillazioni, quantomeno fino a fine anno, quando terminerà il mandato Draghi, che farà di tutto per raffreddare la moneta unica e rendere competitivi i Paesi manifatturieri e vocati all'export come l' Italia, Trump permettendo.

Quindi entro quella data, più possibile un ritorno stabile sui minimi del range indicato prima a 1,2150 e poi anche 1,18/1,1850. Dall'anno prossimo, con il nuovo mandato BCE (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) e sopratutto con i primi rialzi dei tassi in Europa ed alle spalle, probabilmente i 3 o 4 previsti negli Usa nei prossimi 12 mesi, il cross euro-dollaro potrebbe di nuovo riportarsi anche molto oltre il massimo dell"attuale range 1,2550.

Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online