Italia markets closed
  • Dow Jones

    33.781,05
    -484,32 (-1,41%)
     
  • Nasdaq

    13.569,05
    -199,87 (-1,45%)
     
  • Nikkei 225

    27.588,37
    +66,11 (+0,24%)
     
  • EUR/USD

    1,1324
    -0,0031 (-0,27%)
     
  • BTC-EUR

    31.868,55
    +878,10 (+2,83%)
     
  • CMC Crypto 200

    818,79
    +8,19 (+1,01%)
     
  • HANG SENG

    24.656,46
    -309,09 (-1,24%)
     
  • S&P 500

    4.329,10
    -68,84 (-1,57%)
     

Nazzaro (autore del libro 'Mafia Nigeriana'): "Servono squadre anti-tratta nelle grandi città"

·3 minuto per la lettura

Uno spaccato della mafia nigeriana, legata non solo al mercato della droga ma soprattutto alla tratta di esseri umani e allo sfruttamento della prostituzione, attraverso l'indagine chiave condotta dalla Squadra anti-tratta della polizia locale di Torino. Dal libro inchiesta "Mafia nigeriana", dello scrittore e giornalista Sergio Nazzaro, è stato tratto 'Black Mafia', firmato dal regista Romano Montesarchio, il primo documentario che si propone di fare luce sul fenomeno della mafia nigeriana, in onda venerdì su Rai3 in prima serata, per la serie Crime Doc firmato da Rai Documentari e prodotto con Luce Cinecittà e Bronx Film. "La squadra anti-tratta di Torino è un unicum in Italia - osserva all'Adnkronos Nazzaro - voluto dall'intuizione di Giancarlo Caselli che comprese che il fenomeno non poteva essere combattuto in maniera estemporanea". Ecco perché, secondo il giornalista, l'esperienza della 'Squadra anti-tratta' andrebbe estesa "alle polizie locali delle grandi città" insieme alla istituzione di un "osservatorio con analisti e studiosi per la comprensione dei fenomeni".

"Il tema della mafia di provenienza africana e nello specifico nigeriana, è un fenomeno che mi ha sempre colpito e interessato perché ha origine a Castelvolturno. Essendo io della zona, ho visto il fenomeno nascere e formarsi sul territorio e da qui è nata la volontà di approfondirlo e studiarlo attraverso il materiale giudiziario, il lavoro delle forze dell'ordine ma anche sul campo", afferma lo scrittore spiegando come è nato il libro da cui è stato ora tratto il docufilm.

"Le vittime della mafia nigeriana sono loro connazionali e, fatto ancora più spregevole, sono giovani donne che vengono ridotte in schiavitù - spiega Nazzaro - Inoltre la mafia nigeriana ha il permesso delle mafie italiane: non c'è nessuna forza criminale e straniera senza che vi sia, quanto meno, il placet della criminalità organizzata". A colpire di più è la "tratta di esseri umani e la riduzione in schiavitù di queste donne", anche attraverso le figure delle "'madame', le loro sfruttatrici che gestiscono queste ragazze, le comprano e le vendono - sottolinea lo scrittore - E se oggi conosciamo tanto della mafia nigeriana è soprattutto per il coraggio di molte di queste ragazze" che hanno denunciato.

Dal lavoro di inchiesta di Nazzaro esce il ritratto di una "mafia potente che si muove tra antichi riti e vudù e bitcoin, criptovalute, truffe telematiche. Una mafia antica e moderna allo stesso tempo in grado di sfruttare le rotte migratorie per la tratta di esseri umani". Una criminalità che ha ormai radici lontane se pensiamo che la prima inchiesta che la riguarda risale al 2000 anche se solo sette anni dopo, nel 2007, per la prima volta si arrivò a una condanna per mafia a Torino. "Sono nate tante realtà per aiutare le ragazze vittime della tratta - sottolinea Nazzaro - nel documentario raccontiamo ad esempio l'esperienza del Piam di Asti, molto importante per il recupero delle ragazze, e poi c'è 'Casa Giusta', in provincia di Latina, dove un bene confiscato viene gestito da donne che aiutano ragazze sottoposte a tratta, o ancora la cooperativa Nuova Speranza a Caserta".

Il docufilm che andrà in onda venerdì su Rai3 è "il primo documentario organico mai realizzato sulla mafia nigeriana - sottolinea lo scrittore e giornalista - Mi aspetto una maggiore sensibilizzazione sul tema delle mafie e più attenzione sulla tratta di esseri umani: ragazze che vengono comprate e vendute come fossero carne da macello. Non è più possibile voltarsi: si tratta di vittime indifese e oltre ai loro sfruttatori gli stessi clienti, bianchi, sono complici del più grave reato contro l'essere umano". Da questo docufilm potrebbe nascere anche un nuovo progetto: "Si sta lavorando all'idea di una serie tv, sempre reale e precisa, per raccontare il lavoro che fa la 'squadra anti-tratta di Torino". Intanto Nazzaro già ha in cantiere un altro progetto sul tema, affrontato stavolta da un diverso punto di vista. "Fort Alamo" sulla mafia nigeriana e la tratta di esseri umani è un reportage sulla prima inchiesta sulla mafia nigeriana, risalente al 2000 e svolta dal commissariato di polizia di Castel Volturno: il nuovo libro, edito da Città Nuova, uscirà a marzo.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli