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Necessario un approccio multi-asset forte su high yield e debito emergente

Leo Campagna
·6 minuto per la lettura
Necessario un approccio multi-asset forte su high yield e debito emergente
Necessario un approccio multi-asset forte su high yield e debito emergente

La crescita USA è solida ma il dollaro dovrebbe restare debole sostenendo il debito emergente, favorito anche dalle emissioni di bond sostenibili. Nei corporate bond l’high yield è preferito all’investment grade

APPROCCIO MODERATAMENTE DIFENSIVO

BlueBay ritiene che sia ragionevole adottare un approccio moderatamente difensivo, aspettandosi che i rendimenti a 10 anni si avvicinino al 2%, sfruttando i possibili rally per aggiungere posizioni corte. Inoltre come riferisce nell’articolo “BlueBay: obbligazioni, per il momento è meglio mettersi sulla difensivaMark Dowding, CIO di BlueBay , la sovraperformance dell’economia statunitense nel prossimo trimestre dovrebbe dare spazio al dollaro. In Europa invece, la risposta delle politiche fiscali è stata meno forte, il che potrebbe significare flussi significativi di fondi non prima di fine anno. La Bce potrebbe continuare a frenare l’aumento dei rendimenti, anche se sembra che l’inflazione si stia normalizzando in tutta l’area con lo spread tra Treasury e Bund a 10 anni che viaggia sui 200 punti.

NECESSARIO UN APPROCCIO MULTI-ASSET

Secondo gli esperti di Pictet Asset Management un altro elemento che complica le scelte di investimento è la grande dispersione di performance tra i Mercati Emergenti: negli ultimi 10 anni, tra le asset class che hanno fatto meglio e quelle con la peggior performance c’è stata una differenza del 30% in media, con picchi fino al 50-60%. Secondo i manager di Pictet AM questo riflette il fatto che l’universo emergente è popolato da un’ampia varietà di attività finanziarie in molti casi decorrelate tra loro, fatta di azioni, debito governativo in dollari e in valuta locale, obbligazioni societarie, valute, materie prime. La conclusione dell’analisi degli esperti di Pictet AM nell’articolo “Il bipolarismo USA-Cina favorisce gli investimenti nei mercati emergenti” è che queste peculiarità, che caratterizzano gli strumenti finanziari dei Paesi Emergenti, supportano la validità di un approccio multi-asset agli investimenti. Un approccio che consente di sfruttare la massima diversificazione tra Paesi, settori e asset class, in modo tale da ridurre il rischio e, al tempo stesso, risolvere il problema di dover decidere dove, come e quando investire in questo variegato universo.

CRESCITA USA FORTE MA DOLLARO DEBOLE

Una notizia positiva per il debito emergente è il dollaro che si prospetta di nuovo debole. Come fanno notare gli esperti di Schroders nell’articolo “Dollaro, i driver strutturali negativi sono ancora attivi” gli stimoli fiscali e il relativo successo della campagna vaccinale implicano che probabilmente gli Stati Uniti cresceranno più degli altri Paesi sviluppati nel 2021, una notizia positiva per l’azionario ma meno per il dollaro, perché una rapida crescita finanziata in deficit porta a una valuta più debole, come spesso succede nei mercati emergenti. Gli USA sono chiaramente diversi, visto lo status di valuta di riserva del dollaro, ma sono comunque soggetti alle stesse forze e inoltre mostravano un significativo deficit strutturale già prima della crisi da Covid-19.

BOND SOSTENIBILI, IL FUTURO È NEI MERCATI EMERGENTI

Jana Velebova, Senior Portfolio Manager, BlueBay Asset Management, fa notare che nel 2020 quasi 100 miliardi di dollari di emissioni sovrane e corporate dei Paesi emergenti avrebbero potuto essere classificati come green, social o SLB (Sustainability-linked bond). In particolare quest’ultima categoria, nell’Asia emergente, è in costante crescita mentre l’emissione di green è sostanzialmente stabile. “Non ci aspettiamo solo che le emissioni sostenibili accelerino, replicando l’incremento esponenziale già visto nei mercati avanzati – spiega fa sapere Velebova nell’articolo “Il futuro dei bond sostenibili passa per i mercati emergenti"– ma crediamo anche che arriveranno a interessare tutte le regioni emergenti e tutto lo spettro del credito. L’anno scorso abbiamo assistito alla prima emissione di un bond high yield green e del primo social bond sovrano emergente. Ci aspettiamo che quest’anno vengano esplorate nuove frontiere”.

L’HIGH YIELD PREFERITO ALL’INVESTMENT GRADE

Esty Dwek, Head of Global Market Strategy, Natixis Investment Managers Solution, nell’articolo “Il contesto reflazionistico con tassi ancora bassi sostiene titoli ciclici e high yield”, parte dal fatto che la Bce, per limitare il movimento al rialzo dei rendimenti, ha agito incrementando il programma di acquisti. Una dinamica che non permette di escludere in futuro un ulteriore aumento della divergenza tra i rendimenti statunitensi e tedeschi, sebbene questi ultimi dovrebbero alla fine continuare a limitare anche i rendimenti statunitensi. “Gli spread delle obbligazioni societarie hanno mostrato resilienza riuscendo ad assorbire parte del movimento. Siamo cauti sul segmento dell’investment grade, che presentano duration più lunghe (sensibilità maggiore alle variazioni dei tassi) e preferiamo l’high yield, ma con una rigorosa selezione alla luce del rischio di default tutt’altro che scomparso”, riferisce la manager di Natixis.

PERCHÈ PIACCIONO I GOVERNATIVI EMERGENTI HIGH YIELD IN DOLLARI

Secondo il Team Global Fixed Income di J.P. Morgan Asset Management le prospettive fondamentali del debito emergente restano ben impostate al punto che il clima di fiducia sull’asset class risulta meno influenzato di quanto non sia accaduto in passato da vicende circoscritte a specifici Paesi (come l’inaspettato licenziamento del governatore della Banca Centrale della Turchia). In un contesto in cui gli spread creditizi dei mercati emergenti continuano ad esprimere margini interessanti, nell’articolo “Perché preferire il debito high yield dei mercati emergenti in dollari”, il Team conferma la preferenza ai titoli di Stato ad alto rendimento denominati in dollari statunitensi che, con spread a 615 punti base (+6,15%), appaiono interessanti sia rispetto ai titoli High Yield statunitensi che alle emissioni governative emergenti di qualità Investment Grade (dati aggiornati al 24 marzo 2021).

INTERESSANTI I TITOLI HIGH YIELD DEI MERCATI EMERGENTI

Infine, nell’articolo “Perché i gestori attivi prediligono le obbligazioni dei mercati emergenti”, Simon Lue-Fong, Head of Fixed Income di Vontobel, parte da una realtà precisa: attualmente oltre il 30% dell’universo obbligazionario ha rendimenti negativi. “Questo rende ancora più serio il problema della ricerca del rendimento. Riteniamo che nei mercati emergenti e in alcune aree delle obbligazioni societarie ci siano ancora molti segmenti con rendimenti significativi da trovare, sia per gli investitori avversi al rischio che per quelli che non lo sono”, spiega Lue-Fong. L’esperienza del manager di Vontobel insegna che i rischi percepiti nell’ambito del debito emergente sono spesso più alti di quelli reali. Inoltre, occorre disporre del tempo necessario affinchè il mercato cominci a valutare correttamente i titoli corporate meno liquidi. “Ci troviamo in una fase in cui è ancora in atto il processo di rivalutazione, con gli investitori internazionali che cominciano a tornare sul mercato: un contesto nel quale, secondo noi, i titoli corporate high yield dei mercati emergenti sembrano ancora interessanti”, sottolinea Lue-Fong.