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Nel 2020 cala del 60% l’ecommerce dei viaggi: ora vale solo 6,2mld

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Milano, 27 gen. (askanews) - Il Covid-19 ha più che dimezzato il mercato digitale del turismo italiano che nel 2020 ha perso 9 miliardi di euro rispetto al 2019. Ora l'ecommerce dei viaggi vale 6,2 miliardi di euro, il 60% in meno in un solo anno. Il dato emerge dalla settima edizione dell'osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo della School of Management del Politecnico di Milano. Per il 2021 si prevede una parziale ripresa, con l'esperienza turistica che punta a essere più continuativa grazie alla flessibilità dello smart working.

Nell'anno nero della pandemia i trasporti si confermano la categoria merceologica più acquistata su internet (60%), ma perdono quota (-1 punto percentuale rispetto al 2019) in favore degli alloggi (34%, +3 punti). Ad impattare su questa tendenza vi è la prevalenza del mercato domestico e la preferenza per l'utilizzo dei mezzi di trasporto di proprietà. Seguono infine, con un 6%, i pacchetti e tour organizzati.

"Si è rafforzato il canale diretto, che ha inciso per il 66% sull'ecommerce complessivo", ha detto Filippo Renga, Direttore dell'osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano. "Da un lato il cliente ha cercato il contatto diretto con il fornitore per ricevere informazioni e rassicurazioni. Dall'altro, il turismo di prossimità ha aumentato il ricorso a servizi conosciuti o comunque accessibili via telefono, email o chat, e reso meno necessario l'utilizzo di intermediari".

Eleonora Lorenzini, direttore dell'osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo, ha aggiunto che "gli attori che riusciranno a superare questa crisi si trovano di fronte alla possibilità di accelerare verso cambiamenti già in cantiere su temi come la digitalizzazione del journey, la sostenibilità e il neverending tourism. Una capacità di collaborazione tra gli operatori potrà essere humus fertile per accettare la sfida o rifugio per rimanere ancorati a vecchie logiche. A ciascuno decidere se scegliere la strada della recriminazione o la sfida dell'innovazione", ha concluso.