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Nel 2021 ogni auto venduta su 3 è ibrida o elettrica

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 26 apr. (askanews) - Nell'anno dell'emergenza Covid si rafforza la consapevolezza di scelte meno impattanti dal punto di vista ambientale per quanto riguarda gli acquisti di veicoli da parte di imprese e famiglie italiane: più di 1 auto su 3 (33,4%) venduta nel 2021 funziona con un motore ibrido o totalmente elettrico sorpassando tutti gli altri tipi di carburanti, dalla benzina al diesel, dal gpl al metano. E' quanto emerge dall'analisi dell'Unione europea delle cooperative (Uecoop) su dati Unrae sul primo trimestre 2021 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente in occasione dell'appello alla Commissione Europea, al Parlamento europeo e ai governi dei Paesi membri Ue, sottoscritto da 27 grandi aziende - tra cui Coca-Cola, Ikea, Sky, Uber, Volvo, e le italiane Enel X e Novamont - insieme con 6 associazioni di automotive, energia, sanità, finanza di vietare la vendita di auto diesel, benzina, e anche ibride, entro il 2035 lasciando spazio soltanto ai mezzi elettrici.

Le immatricolazioni di auto elettriche o ibride nel primo trimestre 2021 sono balzate per la prima volta in testa davanti a tutti gli altri tipi di motori - spiega l'analisi di Uecoop - sfondando il tetto delle 150mila immatricolazioni, superando di slancio sia la benzina ferma a poco meno di 149mila, con un calo del 4,8%, sia le diesel che superano di poco le 114mila unità (-5,1%) mentre staccatissime, seppur in crescita, sono quelle a Gpl (26.177 mezzi) e quelle a metano (10.510). E' il risultato degli incentivi messi in campo dal Governo ma è anche - rileva Uecoop - il segnale di un cambiamento progressivo e sempre più profondo delle sensibilità di acquisto di famiglie e imprese che sulla scia della prossima rivoluzione green con il Recovery Plan puntano sempre di più alla sostenibilità ambientale e climatica.

Il balzo delle auto green è avvenuto - rileva Uecoop - nonostante il maggior costo rispetto ad altri tipi di motorizzazioni e nonostante la mancanza di un'estesa e capillare rete di colonnine di ricarica. La scelta delle imprese di utilizzare veicoli meno inquinanti è incentivata anche dal fatto che sempre più spesso - conclude Uecoop - nei capitolati di appalto pubblici e privati vengono previsti punteggi aggiuntivi per chi utilizza nell'attività professionale mezzi a basso impatto di smog mentre le limitazioni al traffico per le misure anti smog delle città rendono sempre più difficile muoversi con mezzi a motorizzazione tradizionale.