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Nel futuro di Rigamonti non solo bresaola. E non esclude Borsa

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Milano, 30 mar. (askanews) - Raddoppiare il fatturato nell'arco di cinque anni investendo nella capacità produttiva ma anche attraverso nuove acquisizioni, di cui una entro fine anno. Senza escludere in futuro l'arrivo in Borsa. Rigamonti, azienda valtellinese da sei anni di proprietà della multinazionale brasiliana Jbs, leader mondiale nella produzione di carne bovina e avicola, guarda oltre la bresaola che oggi rappresenta il core business dell'azienda di Montagna in Valtellina, con una quota del 34% a livello mondo.

"Noi abbiamo un obiettivo molto chiaro: diventare nel tempo, anche in tempi brevi, leader di tutta la salumeria non solo di bovino, non solo stagionata, non solo ovviamente bresaola per tutto quello che riguarda prodotti di alta qualità a filiera certificata - ha detto ad askanews Claudio Palladi, amministratore delegato del gruppo - stiamo aumentando la nostra capacità produttiva qui a Montagna in Valtellina dove andremo a investire oltre 35 milioni di euro nel 2021-23". Ma nei piani di Rigamonti ci sono anche nuove acquisizioni, dopo quella di Brianza Salumi avvenuta alla fine del 2019.

"Il nostro obiettivo è crescere anche attraverso altre acquisizioni - ha spiegato l'ad - noi siamo legatissimi alla produzione italiana e come tale i nostri obiettivi e target di acquisizione sono esclusivamente italiani: abbiamo aziende con cui sono iniziate interlocuzioni. Nel prossimo piano che stiamo elaborando l'obiettivo è arrivare a raddoppiare l'attuale fatturato con la bresaola che non rappresenti più del 50% del prodotto e il resto lo facciamo con altri salumi di tutte le filiere che siano suini o avicoli dove la filiera sia certificata e può essere 100% italiana".

Il programma di crescita esterna è serrato: "Ci fa piacere pensare che nei prossimi tre anni facciamo un'acquisizione all'anno - ha aggiunto Palladi - quella di quest'anno non l'abbiamo ancora fatta per cui qualcosina entro l'anno me l'aspetto". Nel mirino di Rigamonti "aziende di dimensioni di Brianza Salumi, nella fascia dai 13-30 milioni di euro perchè c'è un panorama molto interessante che ha dei limiti di crescita nella capacità di investimento". Geograficamente l'attenzione è sul segmento salumeria "che è molto sviluppato in Lombardia ed Emilia, anche se non pongo limiti".

Ma nel futuro di Rigamonti c'è la Borsa? "In questo momento - ha spiegato l'ad - noi non abbiamo particolari esigenze di finanziamento: nel 2020 abbiamo chiuso l'anno con cassa positiva, senza debiti, quindi buona parte delle cose possiamo farlo con nostre risorse. Non lo escludo ma non stiamo facendo tutto questo per una quotazione ma perchè crediamo ci sia un grande spazio".