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Nel panorama delle opportunità obbligazionarie brillano i titoli high yield

Leo Campagna
·3 minuto per la lettura
Nel panorama delle opportunità obbligazionarie brillano i titoli high yield
Nel panorama delle opportunità obbligazionarie brillano i titoli high yield

Secondo Prashant Agarwal e Audrey Laurencet (Pictet Asset Management) l’high yield europeo a breve termine potrebbe generare rendimenti positivi del 3-5% nei prossimi 12 mesi

I tassi di interesse sono destinati a rimanere bassi per un prolungato periodo di tempo, mentre l’economia globale si sta riprendendo dagli effetti della pandemia e i profitti aziendali mostrano segnali di recupero. La storia insegna che si tratta di un contesto di mercato favorevole alle obbligazioni societarie non investment grade dal momento che il miglioramento delle prospettive economiche e degli utili societari a fronte di bassi costi del debito riducono il rischio di default. Secondo Moody’s, le previsioni dei tassi di insolvenza dell’high yield europeo sono ora al 4,9%, rispetto al 7-8% di marzo.

RENDIMENTI ATTRAENTI PER GLI HIGH YIELD EUROPEI A BREVE TERMINE

“Le obbligazioni high yield , in particolare le emissioni a breve termine, offrono una ricompensa più che adeguata rispetto al rischio di default”, rivelano Prashant Agarwal, Senior Investment Manager e Audrey Laurencet, Client Portfolio Manager di Pictet Asset Management. I due esperti prevedono infatti che l’high yield europeo a breve termine possa generare rendimenti positivi del 3-5% nei prossimi 12 mesi.

BASSO RISCHIO PER LE SCADENZE BREVI

La loro convinzione si basa sul fatto che la curva dei titoli high yield europei è praticamente piatta: gli investitori possono ricavare rendimenti attraenti posizionandosi sulle scadenze più brevi, la cui sensibilità del prezzo alle variazioni dei tassi d’interesse è più limitata rispetto alle scadenze lunghe. In ogni caso, i due esperti di Pictet Am hanno una view positiva su tutto il segmento high yield nell’ambito del reddito fisso. Innanzitutto, si dichiarano fiduciosi di vedere ulteriori sorprese positive nei prossimi mesi, sia in ambito macroeconomico sia sugli utili societari: una eventualità non ancora riflessa nei prezzi di mercato delle obbligazioni societarie non investment grade, le cui prospettive paiono migliori anche alla luce delle politiche fiscali e monetarie.

POTENZIATI LIQUIDITA’ E BILANCI SOCIETARI

Grazie agli stimoli monetari e fiscali senza precedenti delle banche centrali e dei governi, che sono intervenuti tempestivamente per proteggere le aziende strategiche e limitare il numero di default societari, le imprese europee hanno potuto potenziare la liquidità e i bilanci, emettendo nuovo debito a tassi bassi, tagliando costi e riducendo la spesa in conto capitale.

LA SELEZIONE RESTA FONDAMENTALE

Tuttavia, la selezione resta fondamentale perchè alcune opportunità di investimento sono più interessanti di altre, come, per esempio, i bond emessi dalle aziende francesi e tedesche. I governi di Parigi e Berlino hanno infatti stanziato pacchetti di sostegno alle aziende rispettivamente da 16,2 e 14,3 miliardi di euro, più del doppio di quanto ha fatto l’Italia. Sempre in termini di opportunità specifiche all’interno degli high yield, Agarwal e Laurencet fanno notare l’aumento dei cosiddetti ‘fallen angel’, ovvero le società che hanno appena perso lo status investment grade.

IL BOOM DEI FALLEN ANGEL

“In Europa, nei primi otto mesi del 2020, il controvalore dei titoli ‘fallen angel’ si è attestato a circa 45 miliardi di euro e potrebbe quasi raddoppiare entro fine anno. Un trend che crea un’opportunità a lungo termine, in quanto molte di queste aziende sono solide e resilienti. L’aggiunta di ‘fallen angel’ aumenta pertanto la dimensione e migliora la qualità del mercato high yield, andando ad infoltire la schiera già nutrita di società con rating BB”, spiegano i due manager di Pictet. I quali, infine, segnalano alcuni settori come le aziende chimiche e dei trasporti che, durante questa pandemia, hanno affrontato la crisi molto meglio rispetto al periodo 2008-2009: un comportamento che, a loro avviso, non è ancora riflesso nei prezzi di mercato. Per approfondimenti su investimenti e strategie a cura di Pictet Asset Management è possibile visitare il sito corporate e il blog di cultura finanziaria Pictet per Te.