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Asse Salvini-Conte per un presidente donna. Scoppia il caso Belloni

·2 minuto per la lettura

AGI - Matteo Salvini e Giuseppe Conte hanno dichiarato, quasi all'unisono e usando le stesse parole, di essere entrambi al lavoro per l'elezione di un presidente della Repubblica donna.

I due leader non hanno fatto nomi ma tra i corridoi di Palazzo Montecitorio si sono rafforzate le voci su Elisabetta Belloni. Anche se fonti parlamentari del Pd riferiscono che in queste ore si starebbe ragionando anche sui nomi di Paola Severino e Marta Cartabia.

La numero uno del Dis, Elisabetta Belloni, sarebbe la scelta preferita dei due alleati del governo M5s-Lega, sulla quale sarebbe in corso una interlocuzione ad alto livello tra i partiti, da giorni, stando a quanto riferiscono diverse fonti del centrodestra.

Nella coalizione di centrodestra, il nome non dispiace a Giorgia Meloni. Mentre Forza Italia ha dubbi sulla 'doppietta' tecnico a Palazzo Chigi e tecnico anche al Quirinale. "Per noi Belloni non va bene", ha detto Licia Ronzulli, vice capogruppo al Senato di Forza Italia, arrivando agli uffici dei gruppi di Palazzo Montecitorio.

Nel centrosinistra, si è apertamente schierato contro Matteo Renzi. "Che il capo dei servizi segreti in carica diventi presidente della Repubblica è inaccettabile", ha affermato il leader di Italia viva. "Si tratta di una deriva senza precedenti. Non voterò Elisabetta Belloni. Che è una mia amica. Ma dai servizi segreti non si va al Quirinale: chi non lo capisce non ha cultura istituzionale".

Mentre malumori si registrano tra i grandi elettori del Partito Democratico attorno al nome che, in questi minuti, sembra avere preso piede nei colloqui fra Matteo Salvini, Giuseppe Conte ed Enrico Letta.

A scandagliare i parlamentari dem, infatti, emerge scetticismo rispetto a questa strada e si sottolinea come "tutto il percorso dovrà coinvolgere i grandi elettori e i gruppi, con una costruzione del consenso dal basso".

Un percorso tanto più necessario in quanto "i fatti di questi giorni hanno dimostrato che c'è un rischio Vietnam, anche molto alto e non servono pressappochismo o rincorse dietro a questo o quel nome".

Insomma, è il ragionamento, ancora "non è chiuso nulla, ci sono nomi autorevoli, anche di altre donne", oltre a quello di Belloni, "come Severino è Cartabia. Non abbiamo chiuso su un nome specifico. Serve sobrietà, come ha detto il nostro segretario, mentre altri hanno ritenuto di compiere fughe in avanti".

"Con tutto il rispetto per la competenza e la capacità di Elisabetta Belloni, in un Paese democratico è assolutamente inopportuno che il capo dei servizi segreti diventi presidente della Repubblica", commentano fonti di Leu.

"Allo stesso modo non è accettabile che la presidenza della Repubblica e la guida del governo siano affidate entrambe a personalità tecniche e non politiche".

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