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Nestlè Italia, Travaglia: plastic tax pesa ma investiremo ancora

Mlo

Milano, 29 gen. (askanews) - La plastic tax avrà un impatto negativo di "svariati milioni di euro" per Nestlè, ma la multinazionale svizzera continuerà a investire nel nostro Paese che rappresenta uno dei dieci mercati più importanti a livello mondo. Marco Travaglia, neo presidente e amministratore delegato Italia e Malta della multinazionale svizzera, parla del futuro del gruppo in Italia e lo fa partendo da alcuni dati elaborati in collaborazione con Althesys sul "valore condiviso lungo tutta la filiera".

"Questo è uno studio durato circa un anno che ci ha portato alla definizione di un numero che è di 3,6 miliardi di euro di creazione di valore condiviso per l'Italia, pari allo 0,2% del Pil - ha detto ad askanews - Per assurdo se Nestlè scomparisse domani mattina dall'Italia, l'Italia, che ha una aspettativa di Pil dello 0,1, entrerebbe in recessione tecnica. Sostanzialmente un euro di valore prodotto dal nostro gruppo genera 4,5 euro lungo tutta la filiera e un posto di lavoro in Nestlè genera come indotto sei posti di lavoro lungo tutta la filiera con una contribuzione fiscale di quasi un miliardo e mezzo. Nestlè e la filiera che opera con Nestlè, a monte e a valle, contribuiscono con lo 0,32% delle entrate fiscali in Italia. Dal punto di vista del fatturato su una azienda che in Italia fattura sui 2 miliardi la filiera ne genera 7,5 miliardi".

In questo quadro la sostenibilità è un punto cardine per il gruppo che recentemente ha annunciato un piano di investimenti pder ridurre la plastica, che l'Italia ha deciso di tassare. "Sulla plastica abbiamo una serie di commitment - ci ha detto Travaglia - a partire da quello di avere entro il 2025 il 100% dei nostri materiali completamente riciclabili o riusabili. In Italia tutto ciò che immettiamo sul mercato in plastica è riciclabile. Abbiamo annunciato un investimento di 1,5 miliardi di franchi svizzeri per una filiera che sviluppi materiali plastici riutilizzabili in grandi quantità. A questo aggiungiamo 250 milioni di franchi per un fondo che investa in start up innovative per soluzioni di packaging nuove che si collega anche a un enorme investimento fatto in Svizzera per l'istituto del packaging che studia forme innovative".

Di fronte a questo piano di investimenti la plastic tax "non aiuta". "Noi usiamo il 95% degli imballaggi riciclabili, stiamo facendo enormi investimenti, ci spiace che non venga lasciato tempo per questo tipo di transizione economica - ha spiegato con toni pacati ma chiari - le difficoltà tecnologiche sono sfidanti e spiace che non venga riconosciuto lo sforzo di investimento fatto dalle aziende per essere parte della soluzione e non del problema, imponendo tasse che impattano anche in maniera significativa: si parla di svariati milioni di euro di impatto negativo. Nel momento in cui facciamo uno sforzo addizionale di investimento per essere parte della soluzione veniamo fortemente penalizzati con delle tasse che non ci incentivano ad andare in questa direzione. Noi stimiamo che questa tassa possa avere un impatto sulla riduzione dei consumi totali dell'acqua minerale intorno a un 7-10%, nell'arco di tutta la filiera questa cosa potrà avere comunque un impatto".

Proprio il comparto delle bevande (Sanpellegrino è controllata da Nestlè) è nel mirino di un'altra tassazione, quella sullo zucchero. "Anche la sugar tax in parte ci riguarda e colpisce sempre lo stesso ambito che è quello delle bevande dolci come Sanpellegrino che saranno penalizzate - ha aggiunto l'ad - Noi stiamo calcolando l'impatto e che tipo di misure imporre, dispiace vedere che in altri Paesi queste misure sono state prese lasciando molto più tempo per la transizione perchè non è che manchi la volontà".

Eppure il mercato italiano riveste un ruolo importante nel business della multinazionale svizzera, che qui ha marchi storici. "Il mercato italiano vale circa l'8% sul totale del gruppo. E' nella top ten dei mercati Nestlè nel mondo: Nestlè opera qui dal 1913, ha più di 100 anni di storia e si contraddistingue per il forte radicamento territoriale che si esprime sia nel numero degli stabilimenti, 10 in varie categorie di prodotto, e poi per la valorizzazione dei marchi storici italiani che man mano sono entrati a far parte del nostro portafoglio, come Buitoni, Perugina e Sanpellegrino che è l'esempio più luminoso che abbiamo all'iterno di marchi italiani storici, un business planetario di altissimo livello che ha portato la qualità taliana dell'acqua nel mondo partendo da Ruspino, una valle bergamasca".

Ma quali saranno i segmenti di mercato sui quali punterà la Nestlè guidata da Marco Travaglia nei prossimi anni? "Innanzitutto ci muoviamo per valorizzare quegli ambiti che sono stati dichiarati ufficialmente dal nostro amministratore delegato come strategici - ha sottolineato - parliamo di caffè che ci vede in Italia con marchi molto noti come Nespresso, nutrizione infantile ma anche e soprattutto la nutrizione specializzata di alta qualità per persone più anziane, il petfood e le acque". Ma c'è dell'altro. "In Italia noi abbiamo la fortuna di avere marchi locali come Buitoni, Perugina e Sanpellegrino su cui continueremo ad operare con gli investimenti importanti che abbiamo fatto nelle fabbriche locali negli ultimi anni - ha detto - Nell'ultimo trienno sul sistema abbiamo investito circa 200 milioni per il miglioramento delle fabbriche, la riduzione dell'obsolescenza, sicurezza, innovazione e introduzione di nuovi prodotti che prima venivano fatti all'estero: tutto questo sistema dei marchi storici rappresenta un asset".

Accanto a questo già ampio impegno, c'è infine un ulteriore segmento su cui Netslè punterà nei prossimi anni, che è quello della carne sintetica. "Avremo una evoluzione sempre più forte in tutto ciò che è alimentazione a base vegetale, tutti quelli che sono i sotituti della carne. Sicuramente vediamo questo come un trend in crescita a livello planetario: anche in Italia c'è forte interesse perchè c'è un cambiamento nelle richieste dei consumatori a cui noi stiamo dando delle risposte con prodotti sotto la marca Garden Gourmet e che appunto ci vedrà sempre più protagonisti". "Già nel corso dell'anno - ha concluso - ci saranno dei lanci di prodotti a marchio Garden Gourmet: è un settore in espansione in cui crediamo molto non solo in Italia ma a livello planetario".