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Niente privacy, né diritti di proprietà

Francesco Simoncelli
·7 minuto per la lettura

Il World Economic Forum (WEF) è stato fondato cinquant'anni fa. Ha acquisito sempre più importanza nel corso dei decenni ed è diventata una delle principali piattaforme di pensiero e pianificazione futuristica. In quanto luogo d'incontro dell'élite globale, il WEF riunisce i leader del mondo degli affari e della politica oltre ad alcuni intellettuali selezionati. L'obiettivo principale del forum è il controllo globale. Il libero mercato e la scelta individuale non sono i valori massimi a cui aspirare, bensì l'interventismo e il collettivismo statale. La libertà individuale e la proprietà privata scompariranno da questo pianeta entro il 2030 secondo le proiezioni e gli scenari provenienti dal World Economic Forum.

Otto previsioni

La libertà individuale è di nuovo a rischio. Ciò che potrebbe accadere è stato previsto nel novembre 2016, quando il WEF ha pubblicato "8 Predictions for the World in 2030". Secondo lo scenario del WEF, il mondo diventerà un posto completamente diverso da ora perché il modo in cui le persone lavorano e vivono subirà un profondo cambiamento. Lo scenario per il mondo nel 2030 è più di una semplice previsione, si tratta di un piano la cui attuazione ha subito un'accelerazione drastica con l'annuncio di una pandemia ed i conseguenti lockdown.

Secondo le proiezioni del "Global Future Councils" del WEF, la proprietà privata e la privacy saranno abolite nel prossimo decennio. L'imminente esproprio andrebbe addirittura oltre la richiesta comunista di abolire la proprietà sui beni di produzione lasciando però spazio ai beni privati. La proiezione del WEF afferma che anche i beni di consumo non sarebbero più proprietà privata.

Se la proiezione del WEF dovesse avverarsi, le persone dovrebbero affittare e prendere in prestito le loro necessità dallo stato, il quale sarebbe l'unico proprietario di tutti i beni. L'offerta di beni sarebbe razionata in linea con un sistema di credito sociale. Lo shopping in senso tradizionale scomparirebbe insieme agli acquisti privati ​​di merci. Ogni movimento personale sarebbe monitorato elettronicamente e tutta la produzione sarebbe soggetta ai requisiti di energia pulita e di un ambiente sostenibile.

Per ottenere "un'agricoltura sostenibile", l'approvvigionamento alimentare sarà principalmente vegetariano. Nella nuova economia dei servizi totalitari, lo stato fornirà alloggi di base, cibo e trasporti, mentre il resto dovrà essere preso in prestito dallo stato stesso. L'uso delle risorse naturali sarà ridotto al minimo. In collaborazione con i pochi Paesi chiave, un'agenzia globale fisserebbe il prezzo delle emissioni di CO2 ad un livello estremamente alto per disincentivarne l'uso.

In un video promozionale, il World Economic Forum riassume le otto previsioni nelle seguenti dichiarazioni:

  • Le persone non possiederanno nulla. Le merci sono gratuite o devono essere prestate dallo stato.

  • Gli Stati Uniti non saranno più la superpotenza principale, ma domineranno una manciata di Paesi.

  • Gli organi non verranno trapiantati, ma stampati.

  • Il consumo di carne sarà ridotto al minimo.

  • Si verificherà un massiccio sfollamento di persone con miliardi di rifugiati.

  • Per limitare l'emissione di anidride carbonica, verrà fissato un prezzo globale ad un livello esorbitante.

  • Le persone possono prepararsi per andare su Marte e iniziare un viaggio alla ricerca della vita aliena.

  • I valori occidentali saranno testati fino al punto di rottura.

Oltre la privacy e la proprietà

In una pubblicazione per il World Economic Forum, l'ecoattivista danese Ida Auken, che era stata ministro dell'ambiente del suo Paese dal 2011 al 2014 ed è tuttora membro del parlamento danese (il Folketing), ha elaborato uno scenario di un mondo senza privacy o proprietà. In "Welcome to 2030" immagina un mondo in cui "non possiedo nulla, non ho privacy e la vita non è mai stata migliore". Entro il 2030, così dice il suo scenario, lo shopping e il possesso sono diventati obsoleti, perché tutto ciò che una volta era un prodotto ora è un servizio.

In questo suo nuovo mondo idilliaco, le persone hanno libero accesso a mezzi di trasporto, alloggi, cibo "e tutte le cose di cui abbiamo bisogno nella nostra vita quotidiana". Dato che queste cose diventeranno gratuite, "non ha senso che noi possediamo granché". Non ci sarebbe la proprietà privata per le case né qualcuno pagherebbe l'affitto, "perché qualcun altro userà il nostro spazio libero ogni volta che non ne avremo bisogno". Il soggiorno di una persona, ad esempio, verrà utilizzato per riunioni di lavoro quando si è assenti. Preoccupazioni come "malattie legate allo stile di vita, cambiamento climatico, crisi dei rifugiati, degrado ambientale, città completamente congestionate, inquinamento dell'acqua, inquinamento atmosferico, disordini sociali e disoccupazione" saranno cose del passato. L'autore prevede che le persone saranno felici di godersi una vita così bella che sarà molto migliore "rispetto al percorso su cui siamo adesso, dove è diventato chiaro che non possiamo continuare con lo stesso modello di crescita".

Paradiso ecologico

Nel suo contributo del 2019 all'incontro annuale del Global Future Councils, Ida Auken predice come il mondo potrebbe apparire in futuro "se vinciamo la guerra contro il cambiamento climatico". Entro il 2030, quando le emissioni di CO2 saranno notevolmente ridotte, le persone vivranno in un mondo in cui la carne sul piatto "sarà una cosa rara" mentre l'acqua e l'aria saranno molto più pulite di oggi. Passando dall'acquistare beni all'utilizzare i servizi, la necessità di avere denaro svanirà, perché le persone spenderanno sempre meno in beni. Il tempo di lavoro si ridurrà e il tempo libero aumenterà.

Per il futuro la Auken immagina una città in cui le auto elettriche avranno sostituito i veicoli a combustione convenzionale. La maggior parte delle strade e dei parcheggi saranno diventati parchi verdi e zone pedonali. Entro il 2030 l'agricoltura offrirà principalmente alternative vegetali all'approvvigionamento alimentare, anziché carne e latticini. L'uso della terra per produrre mangime per animali diminuirà notevolmente e la natura si diffonderà di nuovo in tutto il mondo.

Fabbricazione del consenso sociale

Come si può portare le persone ad accettare un tale sistema? L'esca per attirare le masse è l'assicurazione di un'assistenza sanitaria completa ed un reddito di base garantito. I promotori del Grande Reset promettono un mondo senza malattie. Grazie agli organi prodotti biotecnologicamente e ai trattamenti medici personalizzati basati sulla genetica, si dice che sia possibile un'aspettativa di vita drasticamente aumentata e persino l'immortalità. L'intelligenza artificiale sradicherà la morte ed eliminerà malattie e mortalità. La corsa tra le aziende biotecnologiche è aperta per trovare la chiave per la vita eterna.

Insieme alla promessa di trasformare qualsiasi persona comune in un superuomo divino, la promessa di un "reddito di base universale" è molto allettante, in particolare per coloro che non troveranno più un lavoro nella nuova economia digitale. Ottenere un reddito di base senza dover passare attraverso il tapis roulant e la vergogna di richiedere assistenza sociale rappresenta la classica esca per assicurarsi il sostegno da parte dei poveri.

Per renderlo economicamente sostenibile, la garanzia di un reddito di base richiederà il livellamento delle differenze salariali. Le procedure tecniche del trasferimento di denaro verranno utilizzate per promuovere una società senza contanti. Con la digitalizzazione di tutte le transazioni monetarie, ogni singolo acquisto verrà registrato e di conseguenza le autorità statali avranno accesso illimitato per controllare in dettaglio come le singole persone spenderanno i loro soldi. Un reddito di base universale in una società senza contanti fornirà le condizioni per imporre un sistema di credito sociale e un meccanismo per sanzionare comportamenti indesiderabili, oltre ad identificare il superfluo e il non necessario.

Chi saranno i governanti?

Il World Economic Forum tace sulla questione di chi governerà in questo nuovo mondo.

Non c'è motivo di aspettarsi che i nuovi detentori del potere siano benevoli. Anche se i massimi responsabili delle decisioni del nuovo governo mondiale non fossero meschini ma solo tecnocrati, quale motivo avrebbe una tecnocrazia amministrativa per andare avanti con gli indesiderabili? Che senso ha per un'élite tecnocratica trasformare l'uomo comune in un superuomo? Perché condividere i vantaggi dell'intelligenza artificiale con le masse e non mantenere la ricchezza per pochi eletti?

Senza lasciarsi affascinare da queste promesse utopiche, una valutazione sobria dei piani sopraccitati deve giungere alla conclusione che in questo nuovo mondo non ci sarà posto per la persona media, la quale sarà invece messa da parte insieme ai "disoccupati", ai "deboli di mente" ed ai "nati male". Dietro il vangelo progressivo della giustizia sociale professato dai promotori del Grande Reset e dell'istituzione di un nuovo ordine mondiale, si cela il sinistro progetto dell'eugenetica (ora chiamata "ingegneria genetica") e del movimento chiamato "transumanesimo" (un termine coniato da Julian Huxley, il primo direttore dell'UNESCO).

I promotori del progetto tacciono su chi saranno i governanti in questo nuovo mondo. La natura distopica e collettivista di queste proiezioni e piani è il risultato del rifiuto del capitalismo. Stabilire un m Autore: Francesco Simoncelli Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online