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Niente stipendio per i medici e gli infermieri che decidono di rifiutare il vaccino Covid

Gaia Terzulli
·2 minuto per la lettura
Niente stipendio per i medici e gli infermieri che decidono di rifiutare il vaccino Covid
Niente stipendio per i medici e gli infermieri che decidono di rifiutare il vaccino Covid

L'ha deciso il Tribunale di Belluno nella vicenda di operatori di due Rsa che erano stati sospesi dal lavoro perché si erano rifiutati di vaccinarsi

No-vax? No stipendio. È perentoria la sentenza del giudice di Belluno, Anna Travia, che ha respinto le richieste di due infermieri e otto operatori socio sanitari di non ricevere il vaccino, imponendo loro le ferie e la visita da parte del medico del lavoro.

LA PRIMA SENTENZA DI QUESTO TIPO IN ERA COVID

È la prima volta che una sentenza come questa viene emessa ai danni del personale sanitario nell’Italia della pandemia. A darne notizia è il Corriere del Veneto, mettendo così a tacere la polemica, dilagata negli ospedali italiani, sull’opportunità di rifiutare il vaccino.

SENZA VACCINO NON C'E' STIPENDIO

Opporsi a un presidio fondamentale per la tutela della propria e dell’altrui salute implica – stabilisce il Tribunale – la sospensione della retribuzione. I dieci operatori, impiegati presso due case di riposo nel bellunese – la Servizi Sociali Assistenziali s.r.l. e la Sedico Servizi – sono stati ritenuti non idonei a svolgere servizio e hanno dovuto abbandonare il posto di lavoro, almeno per il momento.

IL RICORSO RESPINTO

Vano il tentativo di presentare ricorso per ottenere il reintegro nelle rispettive aziende. I dieci no-vax hanno contestato la sentenza del Tribunale e rivendicato la libertà di scelta vaccinale prevista dalla Costituzione, ma il giudice Travia ha ritenuto le loro ragioni insussistenti sancendo che “è ampiamente nota l’efficacia del vaccino nell’impedire l’evoluzione negativa della patologia causata dal virus, come si evince dal drastico calo dei decessi fra le categorie che hanno potuto usufruire delle dosi”. Tra questi, per l’appunto, c’è il personale sanitario. A dare rinforzo alle parole del giudice, le dichiarazioni dell’avvocato Innocenzo Megali del foro di Venezia, che evocando l’articolo 2087 del Codice Civile, ha ricordato come “l’imprenditore sia tenuto ad adottare, nell’esercizio dell’impresa, le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.

UN PRECEDENTE

Il Tribunale ha così scongiurato la permanenza degli operatori non vaccinati sul posto di lavoro, stabilendo una prassi volta a evitare rischi per pazienti e operatori negli ospedali. Nei giorni scorsi, a Genova, un’infermiera era risultata positiva a Covid-19 dopo averi rifiutato la somministrazione del vaccino e aveva scatenato un focolaio nel Policlinico San Martino.