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NN IP: aziende con comitati ESG autonomi hanno punteggi più alti

·3 minuto per la lettura
NN IP: aziende con comitati ESG autonomi hanno punteggi più alti
NN IP: aziende con comitati ESG autonomi hanno punteggi più alti

La ricerca NN IP/Glass Lewis rivela che le aziende con comitati autonomi rappresentano la percentuale più alta nel quartile superiore delle performance ESG. In primo piano le aziende europee e statunitensi

Tra i comitati autonomi istituiti dai consigli di amministrazione delle aziende per occuparsi di questioni specifiche si stanno diffondendo quelli focalizzati sulle questioni ambientali, sociali e di governance (ESG) in risposta al crescente ruolo degli amministratori nella supervisione della performance extra-finanziaria.

UNO STUDIO CONGIUNTO NN IP E GLASS LEWIS

I risultati di uno studio congiunto di NN Investment Partners (NN IP) e dalla società di consulenza Glass Lewis, aiutano a comprendere quanto possano risultare efficaci questi comitati autonomi nel migliorare la performance ESG e di sostenibilità delle aziende. Dalla ricerca emerge infatti che le aziende dotate di comitati ESG autonomi tendono ad avere punteggi ESG più alti, che si riflettono nell'ESG Lens proprietario di NN IP.

LA DECISIONE DI ADOTTARE COMITATI ESG AUTONOMI

"È vero che la decisione di adottare comitati ESG autonomi, o combinati a livello di consiglio di amministrazione, rimane volontaria. Tuttavia non si devono trascurare le influenze interne , come il fatto di una cultura aziendale che valorizza la sostenibilità, e nemmeno i fattori esterni, come le pressioni degli stakeholder e delle normative. Si tratta di comitati facoltativi, che potrebbero essere visti come il segnale di una maggiore attenzione dell'azienda sulla performance strategica dell'ESG, ma non si può nemmeno escludere che riflettano soltanto un impegno superficiale” ha commentato Adrie Heinsbroek, Chief Sustainability Officer di NN Investment Partners.

PUNTEGGI ESG LENS SUPERIORI

In particolare, in base ai dati raccolti nella ricerca, le aziende dotate di questa tipologia di struttura di supervisione rappresentano la percentuale più alta (28%) delle aziende nel quartile superiore dei punteggi ESG Lens e hanno punteggi ESG Lens di solito superiori alla media. Più in generale, la percentuale più alta di punteggi ESG Lens superiori alla media si registra nelle aziende con comitati specializzati per supervisionare le performance di sostenibilità.

LA QUALITÀ DELLA DIVULGAZIONE

Un altro aspetto interessante dello studio è la forte relazione, nelle aziende localizzate in Europa e negli Stati Uniti, tra le aspettative e obblighi di reporting extra-finanziario più approfonditi e la presenza di comitati ESG autonomi a livello di consiglio. Tuttavia, resta significativa la qualità della divulgazione. Probabilmente anche a seguito dei requisiti di reporting piuttosto blandi negli Stati Uniti rispetto all'Europa molte aziende americane sembrano aver adottato un approccio "minimo" nella divulgazione dei dati.

LE AZIENDE EUROPEE

"Le aziende europee – riferisce Heinsbroek - che evidenziano una maggiore attenzione alle crescenti pressioni normative per la comunicazione di informazioni extra-finanziarie, sono le più propense ad avere una qualche forma di comitato ESG, mentre le compagnie del settore energetico possono avere più comitati autonomi o combinati a causa del maggiore controllo relativamente alle questioni ambientali, in particolare il cambiamento climatico”.

IL SETTORE ENERGETICO

Resta il fatto che, a livello settoriale, si nota come il settore energetico (44%) sia quello in cui i comitati autonomi risultino i più diffusi, seguito dai materiali di base (37%), dai finanziari e dai beni di consumo (entrambi 29%), quindi, al di sotto della media, dai servizi pubblici (21%), dagli industriali (19%), dai beni di consumo discrezionali (13%) e dalla sanità (10%).

IL RUOLO DI INVESTITORI ATTIVI

“I risultati della ricerca confermano ancora una volta l'importante effetto del focus sull'ESG delle aziende e l'impatto sulla loro performance in termini di sostenibilità. Il nostro ruolo di investitori attivi ci impegna con le aziende a fissare questo fattore nell’agenda delle loro priorità e ad esercitare la nostra influenza avendo un dialogo su questo argomento” conclude il Chief Sustainability Officer di NN Investment Partners.

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