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"I no vax non sono più del 3%. Il 50% degli italiani vuole l'obbligo vaccinale": lo studio

·2 minuto per la lettura
(Photo: Morsa Images via Getty Images)
(Photo: Morsa Images via Getty Images)

La grande maggioranza degli italiani è favorevole al vaccino, i no-vax sono meno del 3%. Il dato emerge da uno studio dell’Università Statale di Milano, il ResPOnsE Covid-19, che ha analizzato l’opinione degli italiani sul virus e le somministrazioni: gli italiani contrari ai vaccini sono uno ogni 20, a fronte di uno su due favorevoli all’obbligo vaccinale.

Si legge sulla Stampa:

Le analisi del rapporto si riferiscono ai dati di tre rilevazioni: la prima (15.000 persone coinvolte) è basata su interviste quotidiane dal 6 aprile al 7 luglio 2020. La seconda (3.000 coinvolti), su interviste nel periodo natalizio, cioè dal 21 al 31 dicembre 2020. La terza rilevazione (8.213), su interviste quotidiane dal 17 marzo al 16 giugno 2021.

A giugno i favorevoli al vaccino sono risultati l′85%, i contrari risultano circa il 5%, i poco disponibili circa il 6%. “In realtà i veramente contrari al vaccino, che poi sono quelli che in genere sono avversi a tutte le vaccinazioni come risulta da altri studi, sono una percentuale bassa, parliamo del 3%. Sono gli scettici ad essere di più”, commenta Cristiano Vezzoni, co-autore dello studio.

Oggi più del 50% degli italiani è a favore dell’obbligatorietà del vaccino. I più propensi a vaccinarsi sono gli anziani con più di 65 anni e i giovani nella fascia 18-24, La principale preoccupazione degli scettici riguarda gli effetti collaterali.

I favorevoli all’obbligo vaccinale sono cresciuti di 10 punti percentuali fra dicembre a giugno (40% contro 50%) . Tuttavia la differenza tra i propensi a vaccinarsi e i favorevoli all’obbligo è di circa 35 punti (85% contro 50%), “Una discrepanza che dal punto di vista sociologico si spiega col fatto che la scelta di vaccinarsi viene considerata, ed è, cosa differente dall’obbligare altri a farlo. La differenza - conclude Vezzoni - è dovuta a considerazioni sulle libertà personali”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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