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Non è facile impaurire i mercati

Pierluigi Gerbino
 

L’inerzia rialzista che i mercati azionari hanno acquisito nell’ultimo mese continua a sostenere i principali indici occidentali, che ieri sono riusciti a superare senza significativi danni, ma solo con qualche piccola frazione di punto percentuale di perdita, una giornata segnata dal drammatico inasprimento delle proteste dei giovani dissidenti e delle repressioni da parte della polizia ad Hong Kong. Una situazione ben documentata dalle immagini che i Tg occidentali ci hanno mostrato, che ritraggono poliziotti che picchiano i malcapitati che riescono ad agguantare, ed arrivano persino a sparare a bruciapelo a giovani disarmati. Anche la violenza dei dissidenti si sta accentuando, con un uomo dato alle fiamme perché si è opposto alle loro proteste. La violenza e la repressione stanno rapidamente aumentando e si avvicina il punto di non ritorno, quello che verrebbe oltrepassato se intervenisse l’esercito cinese, che è schierato alla periferia di Hong Kong. 

L’escalation delle violenze rende sempre meno possibile far finta di non vedere la grave carenza di democrazia nell’ex colonia britannica. Trump si trova pertanto schiacciato tra la necessità di sostenere i manifestanti, a cui favore il Congresso ha approvato qualche giorno fa un provvedimento esplicito di appoggio, e quella di non irritare ulteriormente i cinesi, che hanno già bollato le prese di posizione americane su Hong Kong come ingerenza ostile negli affari cinesi e, per ritorsione,  potrebbero ritirarsi dalle trattative commerciali, che già stanno subendo rallentamenti e passi indietro rispetto agli ottimistici annunci della scorsa settimana.

Tutto ciò avrebbe potuto far arretrare gli indici occidentali in modo sensibile, anche perché le borse cinesi ed ovviamente quella di Hong Kong hanno mostrato ieri una certa preoccupazione, lasciando sul terreno tra i due ed i tre punti percentuali.

Ma quelle europee, dopo una mattinata un po’ più negativa, nel pomeriggio si sono rilassate ed hanno contenuto le paure degli  investitori, anche grazie alla giornata semifestiva delle borse americane, orfane del mercato obbligazionario a causa della Festa del Veterano, quella che spesso viene rappresentata nei film americani con le parate gonfie di retorica patriottica dei reduci dalle innumerevoli guerre in trasferta, che impegnano i soldati USA in tempo di pace.

Perciò il pomeriggio si è trascinato stancamente su valori vicini a quelli di venerdì scorso e con scarse oscillazioni, rinviando ad oggi eventuali movimenti direzionali.

Oggi Trump non potrà esimersi dal commentare il momento di drammatica tensione che si vive ad Hong Kong e potremo osservare la reazione cinese alle sue parole, che certamente non saranno molto diplomatiche.

Vedremo se e quanto queste tensioni andranno ad impattare sui mercati.

Finora direi proprio che non sono riuscite a smuovere più di tanto l’ottimismo degli investitori, che peraltro si nota anche dal comportamento dei mercati nei confronti delle società che presentano i conti trimestrali.

Un’analisi di Factset, agenzia specializzata nell’analisi delle trimestrali, ci racconta che questa tornata di trimestrali, che ha ormai reso pubblici i risultati del terzo trimestre per il 90% delle società che compongono l’indice SP500, ha visto finora l’utile medio superare del 3,8% le attese degli analisti, cioè in misura minore della media quinquennale, che è il 4,9%. Ciò nonostante il rialzo medio che il mercato ha regalato nei due giorni seguenti alle sorprese positive è stato superiore alla media. La punizione ribassista che invece ha attribuito alle società che hanno fallito le attese degli analisti è stata inferiore alla media.

Ciò dimostra la forte compiacenza degli investitori e la benevola accoglienza del mercato alle trimestrali, sebbene gli utili medi complessivi presentati diminuiscano per il terzo trimestre consecutivo, rispetto all’analogo periodo dello scorso anno.

Incertezza nei bilanci e nuovi record storici degli indici non si sposano con la razionalità, ma solo con l’euforia, che regala ai mercati un vero e proprio “momento magico”, che prosegue imperterrito e scansa ogni evento negativo con la forza delle aspettative che tutto sia destinato, comunque, ad andare per il meglio.

Non resta che prenderne atto, senza dimenticare che i momenti magici durano, appunto, un momento e non per l’eternità.

 

Autore: Pierluigi Gerbino Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online