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Non esistono solo moneta e debito

Marco Cattaneo
 

Sul tema della fattibilità dei Minibot – ma anche, in generale, della Moneta Fiscale, di cui i Minibot sono un’applicazione, e i CCF un'altra – qualche settimana fa Mario Draghi ha dichiarato che o sono illegali in quanto valuta (emessa da un soggetto diverso dalla Banca Centrale), o sono debito. Non esisterebbe una terza alternativa.

Ovviamente è un’affermazione completamente infondata e penso che Draghi nel formularla ne fosse pienamente consapevole. D’altra parte ai banchieri centrali di tanto in tanto “corre l’obbligo” di non dire la verità – e qualche volta, magari, valutano che questo obbligo esista anche dove non sarebbe il caso.

Oltre la moneta legale (quella ad accettazione obbligatoria) e ai titoli di debito, esistono una varietà amplissima di attività finanziarie o patrimoniali che hanno valore e che possono essere scambiate, ma non sono né moneta legal tender, né indebitamento.

I casi sono innumerevoli. Una fede di deposito di merci, il Sardex, una carta di credito, un contratto di locazione che dà diritto a percepire affitti per un certo periodo di tempo, un titolo di usufrutto su dividendi, un titolo azionario.

Esistono la terza, la quarta, la quinta, l’ennesima alternativa.

La Moneta Fiscale è un'ulteriore fattispecie. E’ un diritto, incorporato in un titolo che può essere scambiato (su base volontaria), a beneficiare di riduzioni di imposte o, in generale, di pagamenti altrimenti dovuti verso la pubblica amministrazione.

Pensare che tutto ciò che non è moneta-euro sia (nell’ambito dell’Eurozona) una forma di debito (da conteggiare nel Maastricht Debt) va contro la normativa, la logica e l’esperienza quotidiana.

Draghi è troppo competente per non saperlo. Evidentemente, nella sua posizione, si è sentito di dover dichiarare qualcosa di non rispondente al vero. Ai banchieri centrali, ripeto, capita…

Autore: Marco Cattaneo Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online