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"Non meritate le nostre cure": lo sfogo di Michela su Facebook

·2 minuto per la lettura
infermiera pescara volantini negazionisti
infermiera pescara volantini negazionisti

Michela, infermiera di Pescara, in un video su Facebook si scaglia contro i negazionsiti, autori di alcuni volantini lasciati sulla sua automobile. In questo video, la giovane infermiera cerca di nalizzare tutti i punti del volantino, cercando di risalire all’autore e ammonendolo: “Nel caso ti ammalassi non venire in ospedale”.

Volantini negazionisti: lo sfogo dell’infermiera

Sta diventando virale su Facebook un video di Michela, giovane infermiera di Pescara che ha voluto sfogarsi contro alcuni volantini negazionisti. L’infermiera non lavora in un reparto covid, ma sa benissimo cosa vuole dire lavorare a stretto contatto con i malati in questa nuova emergenza sanitaria.

Per questo motivo, ha deciso di affrontare tutti i punti scritti su quei volantini definiti uno “scempio” sulla sua automobile, nella speranza di risalire proprio all’autore.

Fake news

Potrei utilizzare dati incontrovertibili per spiegare che non è così, ma loro non ci crederebbero” commenta Michela. Sono 4 le fake news riportate sul volantino e che l’infermiera nel video decide di affrontare, dando del tu all’autore.

Tasso di letalità sotto i 70 anni è solo dello 0.05%, lo dice l’Oms, che dice che il Covid è solo una influenza. Di influenza si muore, nonostante esista il vaccino che voi negazionisti tra l’altro rifiutate di fare – spiega inizialmente lei – nel caso del Covid parliamo di una ‘influenza’ per la quale il vaccino neppure esiste, forse ci arrivi…”.

Altro punto che affronta è la “notizia” della normale vita in Brasile e della guarigione lampo di Trump. In merito a quest’ultimo punto, Michela rammenta che le cure del presidente americano non sono a dispozione di tutti e che oggi un infermiere deve seguire un minimo di 5 ammalati, data la situazione emergenziale.

I miei colleghi lavorano con la morte nel cuore, perché sanno di non poter garantire il top dell’assistenza che i malati che hanno tra le mani meriterebbero. Trump probabilmente aveva più medici e infermieri”.

Infine, affronta il fatto che “essere positivi non significa essere malati”. Un concetto a cui Michela replica senza troppi giri di parole: “Potresti anche non ammalarti, ma poi ti porti sulla coscienza i tuoi cari che contagi”.

Collegandosi a quest’ultimo argomento, decide di riflettere sull’Abruzzo come zona rossa:È anche colpa di voi negazionisti che non seguite le regole. Se i vostri negozi sono chiusi è anche colpa vostra che indossate mascherine inutili“.

In chiusura, un monito che suona tanto di minaccia: “Quindi se ti ammalerai di Covid o di altre malattie, non venire in ospedale. Non ti meriti le nostre cure”.