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Non sarà facile evitare l’aumento dell’IVA: Per Tria il DEF funziona e tutela la finanza pubblica italiana

Alberto Ferrante
Per il Ministro Giovanni Tria il DEF è lo strumento adeguato per salvaguardare la finanza pubblica italiana. In questo scenario, l’aumento dell’IVA è coerente con quanto fissato dal Governo, in assenza di misure alternative. Lega e M5s hanno ribadito che l’interesse della maggioranza è quello di diminuire il carico fiscale sulle spalle delle famiglie, che con l’aumento stabilito potrebbe anche superare i 1200 euro medi. Ma non sono state ancora presentate delle soluzioni adeguate a scongiurare un disastro annunciato.

Il funesto aumento dell’IVA non potrà essere evitato in assenza di valide alternative. È questo il monito lanciato dal Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che conferma ed esalta tutti gli altri punti previsti dal Documento di Economia e Finanza per il 2019.

Allo stato attuale, l’aumento, strettamente legato alle clausole di salvaguardia, potrebbe essere applicato già a partire dal 1° gennaio 2020. Il Governo valuterà anche eventuali misure alternative, ma il quadro macro-economico programmato conferma quanto temuto da famiglie e imprese. La Legge di Bilancio del 2019 prevede infatti un’aliquota ordinaria che passa dal 22% attuale al 25,2% e un’aliquota ridotta che salta dal 10% al 13%. Per l’inizio del 2021 sarebbe invece previsto un ulteriore aumento dell’aliquota ordinaria fino al 26,5%.

L’ISTAT ha pubblicato un’analisi sull’impatto della clausola di salvaguardia, che si rifletterebbe in un incremento del deflatore e in una riduzione dei consumi.

Sfruttando la base informativa dell’Indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività, denominata NIC, l’ISTAT prevede un impatto sui prezzi del 2,7% per tabacchi e beni energetici e dell’1,7% per i beni alimentari e i servizi. L’Aliquota ordinaria avrà l’effetto maggiore, poiché grava sul 45% circa dei prodotti, mentre l’impatto dell’aliquota ridotta colpirà circa il 30% del paniere.

Alcune previsioni suggeriscono una stangata compresa tra i 500 e i 900 euro a famiglia, mentre Codacons afferma che l’impatto potrebbe superare i 1200 euro. Le stime più precise sembrano essere però quelle di Confcommercio, che calcola un aumento medio di 382 euro a persona e 889 euro in più a famiglia.

Considerato da molti come “un massacro” per famiglie e imprese, l’aumento dell’IVA ha causato serie polemiche in politica. La franca dichiarazione di Giovanni Tria non è piaciuta ai leader di M5s e Lega: “con questo Governo, non ci sarà nessun aumento dell’IVA”. Matteo Salvini e Luigi Di Maio confermano infatti il loro impegno ad abbassare il carico fiscale per le famiglie e le aziende. Il Movimento 5 Stelle, però, si è spinto anche oltre: secondo alcune fonti interne riportate dalla stampa, l’aumento dell’IVA si configurerebbe come una mera scelta politica, e sarebbero già state individuate delle soluzioni alternative.

Ma di tali ipotetiche soluzioni, per il momento, non si conosce ancora alcun dettaglio. E riuscire a reperire 23 miliardi di euro in pochi mesi non sembra un’impresa semplice per il Governo, che rischia adesso di attraversare l’ennesima fase di agitazione interna.

Il Ministro Giovanni Tria nei suoi recenti interventi si è anche espresso sullo stato di salute dell’economia italiana. A riguardo, è stata sottolineata l’adeguatezza delle previsioni incluse nel DEF, alla luce delle diverse variabili esogene che stanno guidando un forte rallentamento dell’economia italiana.

Con il Documento di Economia e Finanza presentato dal Governo, secondo Tria, il debito sarà pienamente sostenibile e la finanza pubblica italiana non rappresenterà alcun rischio per gli altri paesi dell’Unione Europea.

This article was originally posted on FX Empire

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