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Non solo Italia. Boom del Fintech nel Sud-est asiatico

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A shopper walks past a  Bitcoin Machine offering the sale and purchase of bitcoin in a Shopping mall in Singapore, 20 May 2021. (Photo by Joseph Nair/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)
A shopper walks past a Bitcoin Machine offering the sale and purchase of bitcoin in a Shopping mall in Singapore, 20 May 2021. (Photo by Joseph Nair/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)

C’è un settore che cresce in tutti i paesi del mondo, nessuno escluso. È il FinTech, che solo sei anni fa attraeva investimenti di un valore totale di circa 8 miliardi di dollari e oggi ne vale più di 40. Il fermento fintech a livello globale si vede anche in Italia, come conferma la terza indagine sul FinTech nel paese condotta dalla Banca d’Italia, ma importi da record si registrano per gli investitori del sud-est asiatico.

Secondo Refinitiv, infatti, la società che raccoglie ed elabora i dati finanziari di tutto il mondo, nel 2021 ci sono stati 80 accordi FinTech, per un valore di 3 miliardi di dollari. Una cifra che corrisponde a più di quello che è stato raccolto nel 2020 e nel 2019 insieme nei mercati del sud-est asiatico.

La spinta c’era già stata durante la pandemia, quando la popolazione, bloccata in casa, iniziava a spostarsi in massa verso nuove app di pagamento online e a utilizzare servizi di mobile banking. Nelle aree più vivaci inoltre, Indonesia, Vietnam e Singapore, le giovani generazioni rappresentano un grande incentivo per lo sviluppo delle tecnologie finanziarie.

Un “vero e proprio decollo del FinTech quest’anno”, come ha detto al Financial Times Rohit Sipahimalani, Chief Investment Strategist di Temasek, la società di investimenti dello stato di Singapore che gestisce un portafoglio di 275 miliardi di dollari. Le nuove offerte delle aziende FinTech inoltre contribuiscono a guidare nuovi investimenti al dettaglio da parte degli investitori locali, ha spiegato Sipahimalani: “In Thailandia, il numero di conti di intermediazione al dettaglio è aumentato di oltre un milione nell’ultimo anno”.

La forte domanda dei consumatori ha anche permesso di attrarre più investitori dall’estero. Secondo Akshay Garg, l’amministratore delegato di FinAccel, l’aumento dei finanziamenti regionali è stato in parte dovuto da coloro che cercano mercati alternativi rispetto a quello cinese. Proprio FinAccel, il gruppo madre con sede a Singapore della piattaforma indonesiana buy-now-pay-later Kredivo, sarà quotata negli Stati Uniti all’inizio del prossimo anno, dopo aver accettato di fondersi con la società di assegni in bianco VPC Impact Acquisition Holdings II con un accordo di 2,5 miliardi di dollari.

Il ruolo dei consumatori è stato centrale anche per Mynt, la società filippina del gruppo cinese Ant e di Globe Telecom che offre servizi di pagamento online tramite cellulare. Gli utenti registrati su Mynt infatti sono raddoppiati durante la pandemia, arrivando a 51 milioni, quasi la metà dell’intera popolazione delle Filippine. Mynt è diventato il primo unicorno FinTech del paese, con una valutazione di più di 2 miliardi di dollari. Un risultato significativo considerando che nelle Filippine solo un terzo della popolazione adulta tiene in banca qualche risparmio e però, come evidenzia l’amministratore delegato Martha Sazon, “il numero di chi possiede uno smartphone è molto alto”.

2C2P, con sede a Singapore, è Un’altra azienda FinTech è 2C2P. Lanciata a Bangkok nel 2003 ha offerto un sistema di sicurezza di pagamento online business-to-business per le banche e ora è utilizzato da quasi tutti gli istituti di credito della Thailandia.

L’azienda ha anche commissionato un report a International Data Corporation (IDC) da cui emerge come il sud-est asiatico stia vivendo la sua trasformazione finanziaria attraverso l’aumento dei pagamenti digitali, molto legati all’e-commerce, soprattutto in Indonesia. Lo studio infatti prevede che la spesa per l’e-commerce aumenterà del 162% per raggiungere i 179,8 miliardi di dollari entro il 2025 in tutta la regione, con i pagamenti online che rappresenteranno il 91% delle transazioni.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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