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Quelli che aspettano un vaccino "migliore" sono ovunque. Il pregiudizio su Astrazeneca

Ilaria Betti
·.
·2 minuto per la lettura
(Photo: Getty Images)
(Photo: Getty Images)

Accanto alla schiera di quelli che il vaccino hanno deciso di non farlo, c’è l’esercito di quelli che “aspettano” perché hanno un pregiudizio nei confronti del di Astrazeneca. Prima o poi si vaccineranno, ma non sono convinti dell’efficacia del vaccino ad essi designato per fascia d’età o per categoria professionale, quindi preferiscono semplicemente aspettare che ne arrivi un altro. “Migliore”, a parer loro ma non per la scienza: che invece sostiene l’efficacia di Astrazeneca. Basta fare un giro nelle scuole per raccogliere le perplessità. Al personale scolastico, così come alle forze dell’ordine e ora anche agli over 65, è stato destinato l’Astrazeneca. Ma l’Astra-scetticismo dilaga: “Sembra sia un vaccino di serie B, non come Pfizer, io voglio aspettarne un altro”, ci racconta una professoressa di Lettere di una scuola superiore vicino a Roma.

Non è l’unica preoccupata per l’inefficacia o, peggio ancora, per gli effetti collaterali o “a lungo termine” del vaccino. Mariagrazia, insegnante alla scuola dell’Infanzia nella periferia di Roma, è scettica: “Si sentono dire un sacco di cose sugli effetti collaterali di Astrazeneca. Febbre, mal di testa, malesseri. E perché mai sopportare poi se non è un vaccino che ci copre al 100%? La nostra quotidianità non cambierà di molto: andremo in giro sempre con mascherine e con tutti i dispositivi di protezione”.

La scienza, però, è sempre stata dalla parte di Astrazeneca. Sebbene appartenga ad una categoria diversa rispetto a quella dei vaccini Pfizer e Moderna, a mRNA, Astrazeneca è un vaccino a vettore virale. L’obiettivo è sempre quello di fornire alla cellula le informazioni necessarie per “auto-prodursi” una porzione della proteina Spike, ma se nei vaccini di Pfizer-BioN...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.