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Non solo Recovery Plan: tutti i dossier sul tavolo del ministro dell’Economia

Antonio Cardarelli
·4 minuto per la lettura
Non solo Recovery Plan: tutti i dossier sul tavolo del ministro dell’Economia
Non solo Recovery Plan: tutti i dossier sul tavolo del ministro dell’Economia

Il nuovo ministro Daniele Franco dovrà affrontare numerosi temi ereditati dal precedente governo, a partire dal Recovery Plan, fino ad arrivare alle questioni Alitalia, Mps e reddito di cittadinanza

Avendo diretto per sei anni la Ragioneria generale dello Stato, il nuovo ministro dell’Economia Daniele Franco conosce a fondo il funzionamento del Tesoro. Una conoscenza che tornerà molto utile a uno dei “tecnici” di governo più fidati di Mario Draghi, perché la mole di lavoro da affrontare è davvero imponente. Sfide monumentali come il Recovery Plan e la riforma del Fisco lo attendono, ma anche diversi dossier scottanti – e storici si potrebbe aggiungere – come Alitalia e Monte dei Paschi di Siena.

IL “DEBUTTO” IN EUROPA

Ieri Daniele Franco ha debuttato ufficialmente fuori dai confini italiani, seppur in collegamento web. Il ministro ha partecipato all’Eurogruppo (la riunione dei ministri delle Finanze dei paesi che adottano l’euro) appuntamento seguito martedì dalla riunione mensile dell’Ecofin, una delle formazioni del Consiglio dell’Ue. Il Pil italiano è tra i più colpiti dalla crisi, con un calo dell’8,8% nel 2020 e un rimbalzo meno forte del previsto negli anni successivi, anche se nei dati della Commissione europea non è stato conteggiato il possibile effetto Recovery Plan. In queste riunioni, ovviamente, proprio il Recovery Plan è stato al centro delle discussioni.

FARE IN FRETTA SUL RECOVERY PLAN

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, non è un mistero, ha sottolineato la necessità di presentare prima possibile la proposta italiana per l’impiego dei 209 miliardi di euro messi a disposizione dall’Ue. L’Italia deve presentare il piano entro il 30 aprile, ma l’idea è quella di arrivare prima a una proposta per lavorare su eventuali miglioramenti. Undici membri dell’Ue hanno già messo a punto i rispettivi piani, mentre l’Italia finora è ferma all’impostazione generale ideata dal governo Conte-2. Ovviamente la crisi di governo ha rallentato i tempi, e quindi ora il ministro Franco si trova non solo a dover fare “meglio” (la suddivisione dei fondi per il Recovery Plan è stato uno dei motivi scatenanti della crisi) ma anche a dover fare in fretta. Le indicazioni di Draghi sul “debito buono”, ovvero quello che produce crescita e non sussidi economici, verranno certamente recepite nella nuova versione italiana del Recovery Plan: resta da scoprire come e su quali idee si punterà.

IL DECRETO RISTORI

Il nodo sussidi è ovviamente tra le sfide più importanti per il nuovo ministro. L’ultimo atto del governo Conte è stato l’approvazione dello scostamento di bilancio da 32 miliardi di euro per finanziare il decreto Ristori 5. La platea di possibili beneficiari, con il protrarsi dei lockdown mirati, continua ad ampliarsi e trovare una sintesi non sarà semplice, come dimostra il caso della chiusura “improvvisa” degli impianti sciistici. La data cerchiata su tutti i calendari del Ministero dell’Economia, e di quello del Lavoro guidato da Andrea Orlando, è il 31 marzo. Quel giorno scadrà il blocco dei licenziamenti imposto a marzo 2020, in piena pandemia, e sul tavolo c’è la proroga della cassa integrazione. Ma il dossier da affrontare, per il ministro Franco, riguarda una revisione complessiva degli ammortizzatori sociali, spesso di difficile comprensione e applicazione.

IL REDDITO DI CITTADINANZA

Tra le misure di sostegno alle fasce di popolazione più deboli c’è il reddito di cittadinanza. Misura fortemente voluta dal Movimento 5Stelle, ora con l’ingresso di nuove compagini nel governo Draghi potrebbe aprirsi una discussione sulla proroga o meno della misura. Tra i detrattori del reddito di cittadinanza l’argomento più solido è la scarsa efficacia della misura per il reinserimento lavorativo dei beneficiari. Mancherebbe, insomma, quel carattere di investimento produttivo che dovrebbe fare la differenza nelle scelte economiche del nuovo governo. Ma anche in questo caso resta da vedere se il ministro Franco riuscirà a trovare una sintesi tra le anime della maggioranza oppure se, semplicemente, il nuovo governo imboccherà una nuova strada.

IL FISCO

Altro tema spinoso è quello delle cartelle esattoriali. A fine febbraio scade la moratoria sulla riscossione e ben 34 milioni di cartelle e 16 milioni di avvisi sono pronti ad arrivare a casa dei contribuenti. Dopo aver affrontato questa prima, urgente questione, il nuovo responsabile del Mef sarà alle prese con l’attesa riforma del Fisco, una delle tante che da tempo l’Europa chiede all’Italia. L’idea, secondo le prime indicazioni, sarebbe quella di sfoltire le centinaia di bonus e introdurre una tassazione progressiva che possa favorire i redditi sotto i 50mila euro.

MPS, ALITALIA E AUTOSTRADE

Ma oltre a queste tematiche di ampio respiro, il ministro Franco ha trovato sulla scrivania di Via Venti Settembre altri dossier più specifici che aspettano una soluzione. Il primo è quello di Alitalia. I dirigenti hanno detto chiaramente che le risorse per pagare gli stipendi di febbraio sono a rischio e da Bruxelles sarebbe arrivato uno stop all’ipotesi di nuovi interventi dello Stato. L’altro tema è quello del Monte dei Paschi di Siena, la banca attualmente controllata dal Tesoro (possiede il 64% delle azioni) dovrebbe presto tornare privata, ma la ricerca di un istituto finanziario disponibile sta prendendo più tempo del previsto. Infine, meritano una citazione anche i dossier Autostrade (con i Benetton in uscita), Ilva e rete unica.