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De Nora debutta a Piazza Affari, a segno terzo tentativo Ipo

Il logo De Nora su uno smartphone

di Francesco Zecchini e Francesca Landini

MILANO (Reuters) - Buona la terza. Il titolo Industrie De Nora debutta a Piazza Affari al termine di un collocamento che rappresenta la prima importante Ipo europea dallo scoppio del conflitto in Ucraina.

Dopo la prima ora di scambi le azioni De Nora cedono il 3% contro una flessione dell'1,3% dell'indice Ftse Mib.

"Dico una cosa che non mi sarei aspettato, mi ha emozionato il suono di questa benedetta campanella", ha detto Federico De Nora in Piazza Affari, presidente di Industria De Nora, poco dopo l'avvio delle contrattazioni.

Per la famiglia De Nora quello portato a termine nonostante la turbolenza dei mercato causata dalla crisi ucraina è il terzo tentativo di approdare sul listino.

"All'inizio del secolo eravamo sul punto di quotare la nostra unità di celle a combustibile Nuvera negli Stati Uniti, ma la bolla delle dot-com e le conseguenze finanziarie dell'11 settembre hanno bloccato il tentativo", ha detto a Reuters nella sua prima intervista Federico De Nora.

"Nel 2016 avevamo pianificato una Ipo per il gruppo, ma poi l'esito a sorpresa del referendum sulla Brexit ha sconvolto i mercati... questa volta è scoppiata una guerra", ha aggiunto, riferendosi all'invasione russa dell'Ucraina a febbraio.

De Nora è la prima grande società a quotarsi sul principale mercato azionario milanese dall'inizio del conflitto. Il prezzo si è collocato a 13,5 euro per azione, nella parte bassa del range indicato.

La valutazione, pari a circa 2,7 miliardi di euro, è più del doppio rispetto a quella di 1,2 miliardi, debito compreso, espressa con l'acquisto a novembre 2020 del 33% dal fondo statunitense Blackstone da parte di Snam.

Il presidente, che prima dell'Ipo deteneva il 56% del gruppo insieme ai suoi due figli, dovrebbe incassare circa 60 milioni di euro dalla quotazione su un totale di 545 milioni di euro raccolti, inclusa l'opzione di over-allotment.

Questi guadagni saranno relativamente esigui rispetto alla fortuna di 2,6 miliardi di dollari di Federico De Nora. È la 24a persona più ricca d'Italia secondo le statistiche di Forbes.

Sia John Elkann, discendente della famiglia Agnelli, sia Nicola Bulgari, nipote del fondatore dell'omonimo marchio del lusso, seguono De Nora in questa classifica.

La società riceve 200 milioni di euro di nuovi fondi mentre gli azionisti esistenti, tra cui Snam, riceveranno 345 milioni.

"La vendita di azioni ha lo scopo di finanziare la crescita e costruire nuovi stabilimenti... non di aumentare il mio patrimonio netto", ha detto De Nora, 54 anni, aggiungendo che nel tempo libero suona la chitarra elettrica in una band venendo ricompensato con birra e panini.

L'azienda è un produttore leader di elettrodi per dispositivi come batterie ricaricabili e produce anche sistemi per il filtraggio dell'acqua e il trattamento delle acque reflue, nonché componenti per la produzione di idrogeno verde.

L'imprenditore, che ha abbandonato gli studi di filosofia per lavorare con il padre nell'azienda di famiglia, ha affermato che il settore idrico è probabilmente il più promettente per l'attività di M&A.

"Siamo uno dei tre principali player globali della disinfezione delle acque municipali", ha affermato De Nora, che era solito gareggiare in gare automobilistiche al volante di una Lamborghini o di una Porsche.

"I Paesi stranieri, come Australia e Arabia Saudita, hanno mostrato un grande interesse per il business dell'idrogeno", ha aggiunto De Nora.

Federico e il fratello maggiore Michele intendono mantenere il controllo del gruppo a lungo anche grazie a un piano di loyalty share che prende il via con la quotazione.

I due fratelli hanno evitato controversie sul futuro dell'azienda grazie a un accordo per ricoprire ruoli diversi.

Dopo aver frequentato un corso universitario in Bocconi sulle imprese a conduzione familiare, Federico De Nora chiese al padre di modificare l'assetto proprietario dell'azienda, che era stato equamente diviso tra lui e il fratello Michele. Federico divenne presidente dell'azienda mentre il fratello iniziò a gestire il patrimonio di famiglia.

"E' stata un'operazione magica", racconta oggi Federico De Nora.

(Versione italiana Valentina Za, editing Stefano Bernabei)

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