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Notizia shock dall'Ungheria che impone un disclaimer nei libri di favole LGBT (whaaaat?)

Di Carlotta Sisti
·3 minuto per la lettura
Photo credit: ATTILA KISBENEDEK - Getty Images
Photo credit: ATTILA KISBENEDEK - Getty Images

From Cosmopolitan

Quella di Viktor Orban contro la comunità LGBTQI+ che vive in Ungheria è una battaglia aperta, dichiarata e che procede in modo sì grottesco, ma anche allarmante. Che il presidente dell'estrema destra ultra conservatrice avesse intenzioni bellicose, verso il mondo gay, lo ha dimostrato il giorno stesso in cui si è auto conferito pieni poteri, pero poi promulgare, come suo primo provvedimento, una legge che vieta il cambio di sesso a tutti i cittadini. La seconda tappa della sua politica radicalmente patriarcale, è stata uscire Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. Motivo: "promuove l’ideologia distruttiva del gender e l'immigrazione illegale". Da lì, è passato, lo scorso dicembre, ad approvare (da solo, d'altronde, come abbiamo detto, ha pieni poteri e la vogliamo ancora chiamare democrazia?) un disegno di legge che limita il matrimonio all’unione tra un uomo e una donna e di fatto vieta l'adozione alle coppie omosessuali. Oggi, invece, nel mirino del governo ungherese è finito un libro di favole intitolato "Wonderland is for Everyone", che include alcune storie con temi LGBT. Un po' sullo stile del nostro "Piccolo Uovo", meraviglioso lavoro di Altan (che anche qui scatenò le ire degli ultra cattolici) quest'antologia fiabesca ha lo scopo di insegnare ai bambini a essere rispettosi delle persone di ogni provenienza, genere, orientamento.

C'è, per esempio, la storia di una cerva a cui viene concesso il desiderio di diventare un maschio e una poesia su un principe che sposa un altro principe. Altre storie descrivono le minoranze in una luce positiva, compresi i Rom e le persone disabili. Il personaggio Biancaneve, ribattezzato Foglia Marrone, ha la pelle scura. Tutto questo non è piaciuto affatto dalle parti del governi ungherese, dove, a questo punto, temiamo si stia progettando anche una stretta alla libertà di parola e d'espressione, dal momento che il 19 gennaio ha imposto alla casa editrice Labrisz di inserire un disclaimer di esclusione di responsabilità su i contenuti del volume. “Il libro è venduto come una favola - si legge in una noto dell'ufficio governativo di Budapest - e così viene definito in copertina ed è progettato di conseguenza, ma nasconde il fatto che descrive un comportamento incoerente con i ruoli di genere tradizionali".

Il libro era finito sotto i riflettori già lo scorso settembre, quando quando un membro del partito politico di estrema destra Our Homeland Movement ne ha distrutto una copia, durante una conferenza stampa (domanda: chi amava distruggere e dare fuoco ai libri, nella prima metà del Novecento?). A questo atto che non esitiamo a chiamare fascista,è seguita la dichiarazione del primo ministro nazionalista ungherese Viktor Orban, il cui partito di destra Fidesz ha adottato una retorica e politiche sempre più ostili nei confronti dei gruppi LGBT, che ha definito "Wonderland is for Everyone" “propaganda omosessuale” . Ma Labrisz non s'è fatta intimidire ed insieme ad Hatter, un gruppo per i diritti dei gay, ha detto che citerà in giudizio il governo per questa richiesta di disclaimer, che ha definito discriminatoria e incostituzionale. Non abbiamo idea di quante siano le reali possibilità che la causa vada a buon fine per l'associazione per i diritti arcobaleno, ma già solo il fatto che non abbiano chinato il capo davanti ad Orban è segno di grande coraggio, e no tifiamo fortissimo.