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Dopo Alexandria, Patagonia e Nota Italia affossano Mps

 

Mps è sospesa per eccesso di ribasso a Piazza Affari (-5,68% a quota 0,2795 euro teorico) in scia alle indiscrezioni di stampa, confermate dalla banca, riguardanti le motivazioni alla base della richiesta, avanzata a dicembre, di emettere 500 milioni di Monti bond in più (3,9 miliardi di euro invece dei 3,4 miliardi inizialmente richiesti).

La perdita deriverebbe dalla contabilizzazione di un derivato effettuato nel 2009 con Nomura (operazione Alexandria) del quale il cda, i revisori e la Banca d'Italia sarebbero venuti a conoscenza solo a metà novembre. Stando a questi rumors il contratto avrebbe determinato una perdita di 220 milioni di euro (anche se alcune fonti citano importi maggiori: 740 milioni di euro) che dovrebbe essere contabilizzata nel bilancio 2012.

Altre due operazioni con elevato profilo di rischio, Patagonia e Nota Italia, potrebbero emergere a breve. Non si conoscono ancora i dettagli tecnici e le controparti di queste operazioni di finanza strutturata, ma fonti finanziarie senesi ipotizzano siano già all'attenzione dei vertici attuali della banca.

Mps ha confermato che l'incremento di 500 milioni di euro di Monti Bond assicurerà la copertura degli impatti patrimoniali derivanti dai derivati, compresa l'operazione Alexandria, la cui analisi verrà sottoposta al cda entro metà febbraio. Nella seduta il board potrà, previa valutazione dei relativi impatti, "adottare ogni misura necessaria per assicurare, anche retrospettivamente, la corretta rappresentazione contabile delle operazioni in oggetto".

Una volta conclusi tali processi valutativi la banca fornirà un'indicazione dei possibili impatti patrimoniali ed economici. L'operazione, al vaglio anche della Procura di Siena, sarebbe servita all'istituto senese per ''abbellire il bilancio 2009'' scaricando su Nomura le perdite di un derivato basato su rischiosi mutui ipotecari che poi i giapponesi avrebbero riversato su Mps attraverso un contratto segreto a lungo termine non trasmesso dall'allora vertice di Mps, guidato da Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, ai revisori dei conti Kpmg e a Bankitalia.

Il cda presieduto da Alessandro Profumo, che sta cercando di far luce su questi derivati segreti sottoscritti sotto la gestione Mussari, ha già ricevuto una relazione di otto pagine dal titolo Alexandria che verrà discussa il prossimo 24 gennaio, alla vigilia dell'assemblea di Mps, e in cui si parla anche di un altro derivato in perdita, questa volta con Deutsche Bank (Xetra: 514000 - notizie) (operazione Santorini), emerso nei giorni scorsi.

Non sembra comunque che questo nuovo derivato segreto sia legato al portafoglio di carry trade su cui la banca alla fine del terzo trimestre 2012 aveva registrato perdite per 2,9 miliardi di euro, che secondo gli analisti di Equita (hold e target price a 0,17 euro confermati sul titolo) dovrebbero ora essersi ridotti di circa un miliardo di euro grazie al calo degli spread sui titoli governativi (oggi in rialzo a 270 punti base).

Certo che, se l'indiscrezione dell'esistenza di un contratto derivato non ancora contabilizzato venisse confermata, si tratterebbe per gli esperti della sim di una notizia con impatto negativo dal punto di vista reputazionale: sotto il profilo quantitativo infatti il calo degli spread sui titoli di Stato dovrebbe permettere di assorbire agevolmente questa nuova perdita.

"Questo è un altro passo verso una ristrutturazione profonda della banca, sia strategica sia operativa, che è stata già avviata", ha commentato un esperto. Secondo quanto raccolto dall'agenzia MF-Dowjones in giornata è attesa una nota da parte della banca senese.

Intanto, come anticipato da MF, Mps pagherà un interesse iniziale del 9% allo Stato italiano, superiore all'8,5% previsto dai vecchi Tremonti bond, in cambio della sottoscrizione dei Monti bond. Il tasso di interesse salirà poi dello 0,5% l'anno ogni due anni fino a raggiungere un massimo del 15%.

Entro marzo il Tesoro dovrebbe acquistare da Siena obbligazioni speciali per un importo appunto di 3,9 miliardi, dei quali 1,9 per riscattare e sostituire i vecchi Tremonti bond e 2 miliardi come emissione aggiuntiva. Una tappa obbligatoria per raggiungere le soglie patrimoniali fissate dall'Eba.

"Il livello della cedola annuale è in linea con le aspettative del mercato . Resta da vedere come sarà pagato il prossimo anno , visto che la legge offre tre opzioni : un pagamento in contanti , l'emissione di nuove azioni ordinarie a prezzi di mercato o il rilascio di ulteriori Monti bond", ricordano gli analisti di Banca Akros che sul titolo Mps hanno confermato oggi il rating reduce, pur alzando il target price da 0,18 a 0,22 euro.

Naturalmente l'istituto ha un forte incentivo a rimborsare gli aiuti di Stato entro il 2015 al fine di evitare il pagamento di un premio sul valore nominale. Il piano industriale prevede il rimborso di 3 miliardi di euro entro tale data . " A seguito del recente re-rating delle obbligazioni di Stato italiane abbiamo aumentato il nostro target price a 0,22 euro, scontando anche la perdita inferiore della riserva AFS . Ma data la mancanza di utili e dividendi nel 2012 e nel 2013 , riteniamo l'azione sopravvalutata e ribadiamo la nostra raccomandazione reduce", concludono gli analisti di Banca Akros .